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Si avvicina la stagione balneare e tra poco potremo ritrovarci al mare col dubbio se tuffarci o meno.

Talora, infatti, capita che acque classificate come “eccellenti” ci appaiano, ahimè, inesorabilmente sporche, quindi per niente gradevoli per farci un bel bagno.

È a questo punto che, presi dallo sconforto e dalla frustrazione, pensiamo che il monitoraggio non sia stato svolto correttamente.

Ma come stanno effettivamente le cose?
C’è davvero una così plateale contraddizione?

Proviamo a capirlo.
Innanzitutto occorre dire che dal 2010, attraverso le norme, sono state modificate le modalità di individuazione delle acque idonee e non idonee alla balneazione ed in particolare gli indicatori di qualità.

Infatti, come nuovi indicatori sono stati presi in considerazione i batteri “Escherichia coli” ed “enterococchi intestinali”, di per sé non patogeni, ma correlati direttamente alla contaminazione fecale e quindi ad altri microrganismi invece patogeni.

In precedenza venivano utilizzati i “coliformi totali”, i “coliformi fecali” e gli “streptococchi fecali”.

Altro cambiamento importante è stato l’esclusione di tutti gli indicatori chimico fisici utilizzati in precedenza, tra cui colorazione e trasparenza, presenza di oli minerali, sostanze tensioattive e fenoli e la concentrazione dell’ossigeno disciolto, che implicitamente davano una misura della gradevolezza delle acque.

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Questa semplificazione ha garantito sicuramente una diminuzione dei costi del monitoraggio e in virtù dei nuovi batteri utilizzati ha assicurato una migliore correlazione all’inquinamento fecale.

Di contro, la valutazione della qualità delle acque e la relativa classificazione è divenuta esclusivamente di carattere sanitario, in quanto si bada solo a garantire che le acque di balneazione non determinino effetti acuti sulla salute dei bagnanti, mentre non si considerano affatto aspetti che riguardano la gradevolezza delle acque.

Di conseguenza, ci si può imbattere tranquillamente in acque di qualità eccellente in termini sanitari, ma al contempo decisamente sgradevoli per la presenza di colorazioni anomale, di schiume, di mucillagini o di materiali galleggianti.

Con la nuova normativa si sono di fatto persi di vista aspetti della qualità che al bagnante decisamente interessano.

Quanto all’evenienza di tali concomitanti circostanze, cioè di trovarsi dinanzi acque “eccellenti ma sporche”, sono numerose d’estate le segnalazioni dei bagnanti che non riescono a comprendere la contraddizione.

Ma qual è la causa della sgradevole presenza di colorazioni anomale, di schiume, di mucillagini o di materiali galleggianti a mare?

Il problema è per larga parte attribuibile alla diffusa carenza funzionale dei sistemi depurativi deputati al trattamento delle acque reflue, gli scarichi che noi stessi produciamo a casa.

Quando i sistemi depurativi non sono adeguati si verifica che gli scarichi finiscono direttamente a mare o ci arrivano attraverso corsi d’acqua superficiali, fiumi, canali, che vi sfociano.

Una volta a mare gli scarichi determinano la non idoneità alla balneazione per un certo tratto di mare, ai lati del punto di immissione, della foce, che può estendersi da alcune decine a diverse centinaia di metri.

In pratica i batteri indicatori dell’inquinamento fecale si rinvengono fino ad un certo punto in quanto, sia per la diluizione che per le condizioni sfavorevoli determinate dalla salinità, dall’insolazione, ecc. che ne causano la morte, tendono progressivamente a diminuire.

All’inquinamento fecale sono in generale associate altre componenti, i cosiddetti nutrienti, che non periscono, ma si comportano da “concime” favorendo le proliferazioni delle alghe e con esse la comparsa di colorazioni anomale, di schiume, di mucillagini.

E dunque?

Sarà sicuramente opportuno rivedere la normativa che stabilisce le modalità di valutazione delle acque di balneazione, in modo da prendere in considerazione oltre che la salubrità anche la gradevolezza, come anche portare a regime sistemi depurativi efficaci.

di Giancarlo Chiavazzo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°193
MAGGIO 2019

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