informareonline-castel-volturno beni demaniali

Mare e spiagge: beni demaniali non commerciabili che appartengono allo Stato 

Federica Colucci 17/06/2024
Updated 2024/06/17 at 9:46 AM
7 Minuti per la lettura

Il lido del mare (la striscia di terra pianeggiante a contatto diretto, nel suo limite esterno, con le acque del mare e la parte che resta normalmente coperta dalle ordinarie mareggiate) e la spiaggia rientrano, a norma dell’elenco tassativo contenuto nell’art. 822 cod. civ., tra i beni demaniali. Si tratta di beni destinati alla generalità dei consociati, e che quindi non tollerano l’appartenenza privata. 

Essi devono appartenere allo Stato o agli enti pubblici territoriali (comune, provincia, regione); non sono commerciabili, non possono essere oggetto di possesso privato e non ne è ammessa la usucapione. Sui beni demaniali non possono essere costituiti diritti reali limitati quali l’usufrutto o le servitù; solo con un atto amministrativo si possono costituire sui beni demaniali diritti a favore anche di privati. Esempio tipico sono le concessioni amministrative per l’uso o il godimento di parte del lido del mare e delle spiagge. 

Il reato di occupazione del demanio marittimo 

La destinazione dei beni del demanio marittimo alla generalità dei consociati e la necessità di evitare che l’occupazione di tali beni da parte di privati pregiudichi il godimento generale degli stessi, è alla base della previsione dello specifico reato di occupazione del demanio marittimo, contenuta nell’art. 1161 del codice della navigazione che punisce con l’arresto o la ammenda chiunque arbitrariamente (dunque senza un titolo autorizzativo legittimo ed efficace), occupa uno spazio del demanio marittimo, ne impedisce l’uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate, ovvero non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo. La interpretazione del concetto di “occupazione arbitraria” da parte della giurisprudenza penale ed amministrativa è molto estesa, in linea con la ratio della norma che è quella di impedire che l’uso arbitrario che un privato si arroga di parte del lido del mare o della spiaggia pregiudichi l’analogo godimento da parte degli altri consociati. 

Dunque commette il reato il gestore di un lido, che in assenza di concessione, o in forza di concessione illegittima o scaduta, occupa il lido del mare e la spiaggia con ombrelloni, sdraio, lettini, o anche con pedane, e strutture di vario tipo (cabine, doccia, bar). Del pari commette il reato di cui all’art. 1161 cod. nav. il gestore del lido che impianti sdraio, ombrelloni, pedane o strutture su una parte di spiaggia più estesa di quella per la quale ha un titolo concessorio valido ed efficace. E commette tale reato non solo chi abbia materialmente realizzato la occupazione ma anche chi di fatto la prosegue, utilizzando i beni e le strutture posizionate da altri. Del pari integra il reato di cui all’art. 1161 codice navigazione la mancata rimozione, al termine della stagione, di ombrelloni, sdraio, lettini, pedane e strutture, e ciò anche in caso di concessione pluriennale, che non consente comunque di mantenere suppellettili e strutture sulla spiaggia oltre il periodo balneare. 

In tale ottica anche la occupazione di pochi metri quadri di spiaggia libera realizzata attraverso la posa di un ombrellone e qualche sdraio, perdurante per giorni senza soluzione di continuità, al fine di assicurarsi un pezzo di spiaggia, integra il reato di occupazione abusiva di demanio marittimo; del pari non è possibile lasciare infissi al suolo reti da beach volley e reti da calcio, che vanno smontate dopo l’uso e quindi rimontate. 

Sono dunque legittimi i controlli e gli sgomberi da parte delle forze dell’ordine con comminazione di multe ai bagnanti che occupano la spiaggia lasciando per più giorni infisso al suolo l’ombrellone ed altre suppellettili; resta fermo che il ricorso al sequestro penale ed alla confisca e la pena più grave dell’arresto sono circoscritte alle fattispecie più rilevanti, di occupazione di spazi significativi del demanio marittimo attraverso la realizzazione di stabilimenti balneari in tutto o in parte abusivi. 

Il diritto gratuito di fruizione della battigia 

Ma la natura demaniale della spiaggia e del lido del mare assume rilievo non solo sotto il profilo penale e della repressione ma, evidentemente, anche sotto quello dei diritti dei singoli consociati a godere liberamente di tali beni. Invero, le leggi n. 296/2006 e 217/2011 statuiscono il diritto libero e gratuito di accesso e fruizione della battigia. Si tratta di quella parte di spiaggia contro cui si infrangono al suolo le onde che si estende per cinque metri dal limitare del mare. Solo in caso di spiagge con ampiezza inferiore a 20 metri la estensione della battigia può essere ridotta fino a tre metri. 

Gli stabilimenti balneari, che gestiscono un pezzo di spiaggia in forza di una concessione legittima ed efficace, devono comunque e sempre consentire il libero accesso e transito ai bagnanti per accedere alla battigia. Dunque il gestore del lido può pretendere il pagamento solo se si usufruisce di uno dei servizi del lido (ombrellone, sdraio, cabine, doccia); viceversa nessun pagamento è dovuto per usufruire del mero passaggio per raggiungere il mare. 

Le norme garantiscono la fruizione della battigia, non solo ai fini della balneazione; tuttavia le norme non chiariscono cosa si intende per fruizione, se cioè sia possibile solo passeggiare o anche fermarsi. Invero come gli stabilimenti balneari, nessuno può impedire l’accesso al mare ed il transito sulla battigia, sicché anche la posa di sdraio o lettini sulla battigia può essere considerata un impedimento per gli altri bagnanti. 

In tal senso molte ordinanze comunali statuiscono il divieto di occupare con ombrelloni, sdraio o anche solo asciugamani la striscia di 5 metri dal mare; tale divieto vale per tutti, anche per i gestori degli stabilimenti balneari e permane anche se si paga l’ingresso. Il rispetto delle regole è necessario per garantire che tutti possano usufruire di beni che per legge sono destinati al godimento della collettività. 

TAGGED: , ,
Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *