Marco Maraviglia, un fotografo trasversale

Marco Maraviglia

Marco Maraviglia è un fotografo napoletano classe 64’. Fin da piccolo è stato un tipo solitario, con mente creativa e inventava i suoi giochi con quello che trovava a casa. Grazie a suo padre conobbe per la prima volta la camera oscura, dove stampava le sue prime fotografie. Diplomato in geometra, ma nel 2011 consegue la laurea triennale nel corso di Graphic Design presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.  Dopo il diploma decise di intraprendere la carriera di fotografo. Intorno alla fine degli anni 90’ volle specializzarsi nel settore della fotografia di viaggi e della fotografia per l’editoria. Uno dei tanti progetti che Marco Maraviglia ha creato è stato Artisti Utili, quando si avvicinò al mondo dell’arte, grazie all’aiuto del professore dell’accademia Valerio Rivosecchi. Marco si rese conto che nella storia dell’arte sono esistiti degli artisti “utili” per l’ambiente, per il sociale, l’economia e la politica.

 

 

Tra le varie invenzioni dettate dal suo intuito ha fondato la prima biblioteca di book sharing virtuale, dove si mettono a disposizione un elenco di libri appositamente registrati, e chi vuole usufruirne cerca il nome del libro sul suo sito Photo polis. «Il fotografo è un missionario a prescindere – dice Marco – ha il dovere etico morale di documentare i fatti, non solo di cronaca, attualità economia o costume. Il dovere del fotografo non è solo quello di scattare una foto, ma di renderla utile contestualizzandola. Esso deve offrire delle opportunità visive. Con la fotografia puoi ricreare dei luoghi, delle ambientazioni inesistenti, surreali, come quelle che faccio con i miei fotomontaggi». Dal maggio 2000 è fotografo “digitalizzato” e inizia a lavorare su quella che diventerà poi la sua principale produzione artistica: Impossible Naples Project, rielaborazioni/fotomontaggi di immagini di Napoli del proprio archivio.

Marco com’è nata l’idea di questi fotomontaggi?
«Ci sono due cose che portano alla realizzazione dei fotomontaggi: il primo è l’allenamento avuto nella vita che mi ha aiutato a costruire, decostruire ed assemblare in collage foto di pubblicità quando c’era ancora l’analogico, che si ricollega alla passione per le costruzioni LEGO. Anni fa quando iniziai a fare queste inesistenze, ho creato dei cofanetti chiamati “Fanta Napoli” la prima versione, “Sorprendente Napoli” la seconda versione, per poi prendere il nome definitivo “Impossible Naples Project”».

 

 

Qual è un sogno che vorresti realizzare?
«Alcune di queste immagini, che realizzo in sovrapposizione, vorrei svilupparle in chiave multimediale. Sono uno a cui piace conservare le cose, anche per quanto riguarda la fotografia: se non hai storia non sei esistito. Poi mi piacerebbe aprire una casa dell’arte, uno spazio di condivisione per gli artisti. Credo molto nella sinergia tra le discipline che, messe insieme, fanno nascere delle idee utili per migliorare i contesti. La chiamerei “Libero Spazio delle arti visive”. Un altro sogno sarebbe quello di creare uno strumento, un software di riconoscimento delle fake-picture».

Marco Maraviglia, fotografo e sperimentatore napoletano, è sempre un passo avanti nel cercare di carpire la realtà nella sua autenticità e nella sua essenza. Ritagli della nostra città vengono sovrapposti e poi assemblati dando vita a immagini surreali e originalissime nel suo essere. Attraverso il mezzo fotografico dà vita a nuovi scenari, un connubio tra arte e nuovi media.

di Maria Grazia Scrima
Foto di Maria Grazia Scrima

Tratto da Informare n° 178 Febbraio 2018

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Diplomata in Fotografia Pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.