Marco Lutzu: come il copywriting può aiutare le imprese italiane a rilanciarsi

Se l’emergenza sanitaria da Coronavirus è sotto gli occhi di tutti, ce n’è un’altra che si prospetta all’orizzonte, già ampiamente annunciata ma non per questo meno disastrosa: quella relativa al tessuto sociale e soprattutto economico del nostro Paese. 

Lo dimostrano i dati di Unimpresa, l’Unione nazionale delle Imprese, che stima le conseguenze del virus in oltre per 150 miliardi di euro sul PIL, circa il 10% dell’economia italiana.

Tra le categorie maggiormente colpite si evidenziano quelle alberghiere e della ristorazione, vittime di strutture vuote, disdette e licenziamenti, ma anche altri settori quali trasporti, noleggio e leasing, agenzie di viaggio, musei, cinema, teatri e attività che operano in ambito sportivo subiranno perdite importanti.

Abbiamo chiesto a Marco Lutzu, tra i massimi esperti europei di scrittura persuasiva e autore del libro bestseller “Scrivere per vendere”, come il copywriting possa accorrere in aiuto delle imprese che al termine dell’emergenza sanitaria in atto dovranno digitalizzare e spostare online parte del proprio business.

Secondo Lutzu, “il Coronavirus ha messo a nudo un problema enorme degli imprenditori italiani: la scarsa e disorganizzata presenza online”.

Anche un rapporto elaborato dall’Istat conferma la distanza che separa le aziende europee da quelle italiane: mentre il numero di persone che utilizzano quotidianamente il web cresce di anno in anno a prescindere dall’età, soltanto 7 imprese nostrane su 10 dispongono di un sito internet funzionale e aggiornato con costanza.

Un handicap non di poco conto, considerando come le modalità di acquisto – e quindi di vendita – si stiano sempre più spostando online: ”Inutile girarci intorno, – sottolinea Marco Lutzu – le aziende in grado di acquisire clienti online stanno cadendo in piedi. O addirittura, paradossalmente, alcune stanno persino aumentando il volume d’affari perché le persone sono in casa, navigano, cliccano e acquistano di più”.  I più colpiti, dunque, risultano coloro che hanno un solo canale di acquisizione clienti off-line, vale a dire la porta fisica della loro attività.

Ma essere presenti online con il proprio sito o con contenuti sporadici sui social non è sufficiente. Spiega Lutzu che “per essere al sicuro, o comunque per ripartire ben posizionati dopo l’emergenza, occorre essere in grado di utilizzare il traffico a pagamento per partire all’attacco ed acquisire nuovi clienti in maniera ricorrente e prevedibile”. Per questa ragione il copywriting, già inserito da Microsoft tra le hard skills indispensabili per cavalcare il futuro mercato del lavoro, può giocare un ruolo cruciale.

“Per acquisire clienti online – continua Marco Lutzu – è importante scrivere o produrre video che facciano percepire da una parte la nostra differenza rispetto alla concorrenza, e dall’altra i benefici e i vantaggi che la nostra soluzione è in grado di offrire ai nostri potenziali clienti”. Ma c’è un passo ulteriore che le aziende, specialmente quelle duramente colpite dalla crisi riconducibile al Coronavirus, devono attuare: “Ancora più importante risulta catturare l’attenzione dei consumatori e convincerli a pensare ad altro, a ripartire, a concentrarsi su di loro e risorgere da questa crisi, anche attraverso l’acquisto dei prodotti e servizi che gli proponiamo”.

Sono infatti in molti, oltre all’esperto Marco Lutzu, a scommettere che il copywriting avrà un ruolo sensibile nella ripartenza economica del Paese. “Il copy sarà il vantaggio degli imprenditori che ne comprenderanno l’importanza, specialmente in un momento come questo”.

Ma c’è di più: “Il Direct Marketing – conclude Lutzu – ritrova storicamente spazio proprio nei momenti più complessi, laddove c’è poco spazio per la pubblicità di immagine. Le risorse sono limitate e chi investe in pubblicità è interessato ed ha bisogno di risultati immediati. Solo attraverso il copywriting è possibile ottenere tutto ciò e rinascere dopo un periodo così buio”.

di Simone Trebbi

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