Marcianise zona rossa: chiude tutto ma non il Centro Commerciale

LA  ZONA ROSSA A MARCIANISE: TUTTI CHIUSI IN CASA, SCUOLE SIGILLATE, MA NESSUNO PUO’ FAR CHIUDERE IL CENTRO COMMERCIALE CITTADINO. UN CASO NAZIONALE.

Siamo anche stanchi di scrivere e di far leggere la nostra idea sulla politica di ogni grado, in questa fase storica. Ma certa schizofrenia decisionale, questo doppiopesismo da ciurma sotto effetto del rhum, sembrano aver toccato il fondo nell’istituzione della zona rossa a Marcianise, in provincia di Caserta. Dalle 14.00 di domenica 25 ottobre, la città alle porte del capoluogo di provincia è blindata in un coprifuoco totale che ha chiuso ogni movimento antropico, ogni attività commerciale, le scuole di secondo grado, lasciando però gli asili aperti per non scontentare i genitori dei bambini più piccoli e difficilmente gestibili, nelle ore di lavoro.

Un pasticcio confuso, delirante e dannosissimo per il tessuto, non solo economico, ma umano. Nel decreto che ricorda quello della Peste Nera del 1348, tutto viene sigillato ermeticamente e guai a mettere il naso fuori dai balconi. Non per tutti, però. Sì, perché la solita manfrina è dietro l’angolo anche di questa scelta circense. Dalla zona rossa, è stata tenuta fuori l’area industriale di Marcianise, quella che ospita il mastodonte dello shopping Centro Commerciale Campania che, a sua volta, è ben piazzato nel cuore dell’Interporto Marcianise Sud. Quindi, una zona rossa con scuole chiuse a doppia mandata, ma centri commerciali aperti e pronti ad accogliere i clienti delle aree di Napoli e Caserta, non ancora bloccate da divieti e restrizioni.

E non solo: i cittadini di Marcianise che lavorano in questa “area industriale” non avranno problemi a raggiungere il centro commerciale, a differenza di quelli che svolgono le loro attività altrove e dovranno produrre decine di autocertificazioni. Ma l’Interporto e il Centro Commerciale Campania, ogni giorno, hanno un giro umano che può sfiorare le settemila unità. Contagiarsi è facilissimo, anche per i lavoratori provenienti dal centro di Marcianise. Portare il virus nella zona rossa è un gioco da ragazzi, dopo essersi infettati nel cuore di quell’area industriale e commerciale che, nelle scelte cabarettistiches della politica, è una zona da tenere aperta perché non sensibile alla propagazione del Coronavirus. Quindi, meglio chiudere le scuole che un centro commerciale, ormai diventato intoccabile, nonostante sia stato realizzato da tre cartelli criminali in una sinergia mafiosa, mai vista prima in Italia. E poco importa che altre persone non potranno aprire le loro attività, a causa della zona rossa. C’è sempre una soluzione finale: accucciarsi davanti alla porta di uno sfavillante e intoccabile centro commerciale di Marcianise, per chiedere la carità.

di Salvatore Minieri
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