Maradona, Napoli e quel sentimento viscerale

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La città di Napoli è unica nel suo genere anche quando ama qualcuno occasionalmente. Un giorno una famiglia del nord si era persa tra i vicoli del centro storico di Napoli, mi chiese la cortesia di indicargli la strada giusta e ne scaturì una breve chiacchierata. Alla fine quel signore del nord mi disse “grazie infinte, siete un popolo meraviglioso”.

Nella sua storia millenaria, Napoli ha venerato molti uomini, (San Gennaro, Totò, De Filippo, Troisi, Pino Daniele) e ognuno di questi ha lasciato qualcosa di indelebile alla città, quella Napoli che ancora oggi non dimentica anzi gli riconosce.

Sono trascorse poche ore dalla scomparsa di un uomo che forse più di tutti ha regalato magie, emozioni attraverso quel piede sinistro, quell’estro calcistico che ha riscattato il popolo napoletano nei confronti di un nord sempre ostile e pronto a puntare il dito. Ebbene, questo piccolo uomo venuto dall’Argentina ed adottato come “figliol prodigo”, ha dimostrato che con l’arte, con l’estro si può vincere, riscattarsi, donare amore e sentimento, quello che solo chi viene dal basso, chi inizia dal nulla e porta sulla propria pelle le difficoltà umane sa cosa significa. Napoli piange e racconta un figlio verso il quale è debitrice di emozioni calcistiche che rimarranno indelebili nel palcoscenico mondiale, figlio che ha avuto la capacità di amare un popolo senza mai chiedere nulla in cambio.

                                                                                                                                             A cura di Domenico Mallardo

 

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