Maradona a Napoli con gli occhi degli argentini

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Se Diego Armando Maradona è un argentino adottato da Napoli, potremmo dire che tutti gli argentini si sentono un po’ napoletani. È quanto emerge dal racconto del professore Emiliano Ojea, Presidente della Federazione argentina degli sport universitari e membro del comitato esecutivo della Federazione internazionale degli sport universitari.

Che storia è quella di Maradona con Napoli?

«La storia di Diego Armando Maradona con Napoli è quella di un amore incondizionato e lo abbiamo provato in prima persona durante l’Universiade di Napoli 2019, organizzati dalla Federazione internazionale degli sport universitari.
Durante il nostro soggiorno nella Città di Dio, (perché per noi argentini, Diego è Dio), i 252 membri della delegazione argentina si sono sentiti come a casa propria; “Napoli sembra un’estensione del territorio argentino” ci dicemmo, sorpresi. E così ci hanno fatto sentire dei fratelli napoletani. Tutto grazie a lui, il più grande di tutti i tempi del calcio mondiale».

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Cosa ha rappresentato Maradona per Napoli?
«Senza dubbio, il passaggio di Maradona a Napoli è stato un prima e un dopo per la città. Però, fu anche un prima e un dopo per lui e per noi, il popolo argentino. Dal giorno della sua presentazione nell’ex stadio San Paolo, nel 1984, pieno di sogni, il legame di Diego con Napoli è lo stesso di tutti gli argentini.
La mia infanzia era svegliarmi la domenica mattina, con mio padre e i miei fratelli per vedere le partite di questa squadra del Sud Italia che, improvvisamente, ha guadagnato tra i suoi tifosi milioni di persone dall’altro lato dell’Oceano. Cose che solo il più grande di tutti i tempi può realizzare. Ricordo come se fosse oggi quel maggio 1987, nel quale stavo festeggiando come se fosse il campionato del mio amato San Lorenzo de Almagro, il titolo del Napoli, il primo scudetto per il gigante del Sud, per mano del “Pelusa” (così lo chiamavano in Argentina all’inizio della sua carriera “il ragazzino dalla folta chioma”, ndr). Una cosa simile è capitata durante i campionati del mondo di Italia ’90: solo qualcuno con la sua importanza può fare in modo che una parte degli italiani tifi per l’Argentina, in casa propria. Però il suo passaggio per Napoli, come tutto quel che fece, trascende il calcio. Diego rappresentò una rottura storica. Fu la mano di Maradona (la stessa mano che rimase nella storia del mondiale 1986) che avvicinò la frattura tra i potenti del Nord e gli emarginati del Sud, mettendo il Napoli tra gli storicamente grandi e riuscendo perfino a superarli in molte occasioni».
Il ricordo dell’Universiade Napoli 2019 sembra ancora vivo ed emozionante…
«Durante i giochi mondiali universitari, celebrati a Napoli nel 2019, i 252 argentini si sono sentiti come a casa loro. Durante la cerimonia di apertura, nello stadio che oggi conosciamo come “Diego Armando Maradona”, abbiamo dovuto sfilare dietro la bandiera Argentina, insieme a 150 paesi partecipanti, come indica il protocollo di questi eventi multi sportivi. Mentre le delegazioni stavano sfilando, il popolo locale dava il benvenuto con applausi ai diversi paesi di tutto il mondo. Quando è stato il momento della delegazione Argentina si è cominciato a sentirsi un clima diverso. La bandiera celeste e bianca andava verso il campo, la gente ha cominciato ad applaudire con più energia.
Quando poi un gruppo di studenti sportivi della nostra delegazione ha mostrato la maglietta di Maradona, la 10, quella di Dio, e l’immagine è comparsa nello schermo dello stadio allora il tempo si è fermato per un istante. Lo stadio si è emozionato. Fu come se, all’improvviso, fossimo stati teletrasportati. Non eravamo più in Italia, le frontiere erano sparite, eravamo di nuovo in Argentina. 50.000 persone urlavano per noi, cantando e piangendo per il nostro paese e ricordando il più grande, colui che fece felice la gente, ci fece sentir parte di quella gente, lui fece di Napoli la nostra casa, mentre “Olè, Olè, Olè, Diego, Diego” era cantato di nuovo dalla gente sugli spalti».
Che storia è quella dell’Argentina con Napoli?

«La storia di Diego e del Napoli è anche la nostra, la storia del popolo argentino: Infatti, come omaggio, l’artista argentino Alejandro Marmo, autore di “El abrazo” nel Vaticano e nell’Aeroporto di Fiumicino, ha creato l’opera “Diego Iluminado”, che è presente sempre di più negli stadi e club popolari del nostro paese. Come gesto di fraternità, insieme all’artista e all’ambasciatore argentino in Italia, Roberto Carles, stiamo organizzando un viaggio a Napoli ad ottobre per donare l’istallazione “Diego Iluminado” a questa bella città, per segnare il ponte che il più grande ha costruito tra Italia e Argentina. Diego Armando Maradona è stato e sarà sempre il rappresentante dei poveri, il calciatore del popolo, quello che ha portato la bandiera argentina e napoletana avanti, per questo sarà sempre nel nostro cuore».

di Fabio Di Nunno

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N° 220 – AGOSTO 2021

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