Manovra 2020, i 13 punti chiave per i professionisti tecnici

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Dal Green New Deal nella Manovra 2020 alla messa in sicurezza del territorio e delle scuole. Occhio ai bonus prorogati e alla qualità dell’abitare

Alle 4.50 del 24 dicembre 2019 la Manovra 2020 è diventa legge. Alla Camera dei Deputati, dopo una interminabile serie di ordini del giorno, è arrivata con la questione di fiducia, l’approvazione dell’identico testo votato al Senato: 334 i sì e 232 no più quattro astenuti. Il primo via libera alla conversione in legge del decreto fiscale per la Manovra 2020 era arrivato il 17 dicembre. Al Senato prima è stata posta la questione di fiducia ed è passata con 166 si e 128 no mentre  l’approvazione è passata con 157 voti a favore e 108 voti contrari.

Con questa manovra in primis viene meno la clausola di salvaguardia che avrebbe comportato l’aumento dell’IVA ordinaria dal 22% al 25,2%, e di quella ridotta dal 10% all’13%, con un costo per il bilancio dello Stato pari a circa 23 miliardi di euro. Fatto salvo che per il 2021 e il 2022 è previsto un aumento dell’IVA al 25% e 26,5%

Ecco le principali disposizioni di interesse per i professionisti.

Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali (art. 7)

Sono stanziati 475 milioni di euro per l’anno 2020, di 880 milioni di euro per l’anno 2021, di 1.095 milioni di euro per l’anno 2022, di 1.205 milioni di euro per l’anno 2023, di 1.221 milioni di euro per l’anno 2024, di 1.672 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2032 e di 1.700 milioni di euro per ciascuno degli anni 2033 e 2034. Fondi che dovranno servire per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese. Questo anche in riferimento:

  • all’economia circolare,
  • alla decarbonizzazione dell’economia,
  • alla riduzione delle emissioni,
  • al risparmio energetico,
  • alla sostenibilità ambientale.

Ma anche ai programmi di investimento e ai progetti a carattere innovativo, anche attraverso contributi ad imprese, a elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali.

Investimenti degli enti territoriali (art. 8)

Per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024, sono assegnati ai comuni, nel limite complessivo di 500 milioni di euro annui, contributi per investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di:

a) efficientamento energetico, compresi interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;

b) sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi in materia di mobilità sostenibile, nonché interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Messa in sicurezza del territorio

Sono assegnati agli enti locali, per spesa di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, nonché per investimenti di messa in sicurezza di strade, contributi soggetti a rendicontazione nel limite di 85 milioni di euro per l’anno 2020, di 128 milioni di euro per l’anno 2021, di 170 milioni di euro per l’anno 2022 e di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034.

Asili nido e scuole dell’infanzia

Per il finanziamento degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia, è istituito nello stato previsione del Ministero dell’interno il fondo « Asili nido e Scuole dell’infanzia », con una dotazione pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034, per:

a) progetti di costruzione, ristrutturazione, messa in sicurezza e riqualificazione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia, con priorità per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con lo scopo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti;

b) progetti volti alla riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati, con la finalità del riequilibrio territoriale, anche nel contesto di progetti innovativi finalizzati all’attivazione di servizi integrativi che concorrano all’educazione dei bambini e soddisfino i bisogni delle famiglie in modo flessibile e diversificato sotto il profilo strutturale ed organizzativo.

Viabilità

Sono assegnati alle regioni a statuto ordinario contributi per investimenti per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio nonché per interventi di viabilità e per la messa in sicurezza e lo sviluppo di sistemi di trasporto pubblico.

Questo anche con la finalità di ridurre l’inquinamento ambientale, per la rigenerazione urbana e la riconversione energetica verso fonti rinnovabili, per le infrastrutture sociali e le bonifiche ambientali dei siti inquinati, nel limite complessivo di 135 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, di 335 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2025, di 470 milioni di euro per l’anno 2026, di 515 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2032, di 560 milioni di euro per l’anno 2033 e di 200 milioni di euro per l’anno 2034. Le disposizioni del decreto cd “Sblocca Italia” sono prorogate al 31 dicembre 2021.

Green New Deal nella Manovra 2020 (art. 11)

È istituito un fondo da ripartire con una dotazione di:

  • 470 milioni di euro per l’anno 2020,
  • 930 milioni di euro per l’anno 2021,
  • 1.420 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Di questi una quota non inferiore a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 per progetti economicamente sostenibili e che abbiano come obiettivo la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare, il supporto all’imprenditoria giovanile e femminile, la riduzione dell’uso della plastica e la sostituzione della plastica con materiali alternativi, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico e, in generale, programmi di investimento e/o progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale e che tengano conto degli impatti sociali.

Alla costituzione del fondo concorrono i proventi delle aste delle quote di emissione di CO2.

Carta geologica ufficiale d’Italia (art. 11-ter)

Per il completamento della carta geologica ufficiale d’Italia alla scala 1:50.000, la sua informatizzazione e le attività ad essa strumentali è assegnato all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) un contributo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.

Green mobility (art. 12)

Le pubbliche amministrazioni sono tenute, in occasione del rinnovo dei relativi autoveicoli in dotazione, a procedere, dal 1° gennaio 2020, all’acquisto o al noleggio, in misura non inferiore al 50 per cento, di veicoli adibiti al trasporto su strada alimentati a energia elettrica, ibrida o a idrogeno, nei limiti delle risorse di bilancio destinate a tale tipologia di spesa. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano in caso di acquisto o noleggio di almeno due veicoli.

La tassa sulle auto aziendali, che partirà da luglio 2020, varierà a seconda delle emissioni del veicolo:

  • 25%: veicoli con emissioni inferiori a 60 grammi/km
  • 30%: tra 60 e 160 g/km
  • 40% (50% dal 2021): tra 160 e 190 g/km
  • 50%: (60% dal 2021): oltre 190 g/km.
Riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia (art. 19)

I bonus per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli edifici sono prorogati dalla manovra fiscale al 31 dicembre 2020. Anche il bonus “verde”, per giardini e sistemi di irrigazione condominiali è prorogato di un anno.

Credito d’imposta: imprese e fabbricati

Alle imprese che a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato è riconosciuto un credito d’imposta del 6, 15 e 40 per cento in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili.

Altro stanziamento invece da 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per incrementare il livello di sicurezza degli immobili. Questo credito d’imposta varrà ai fini delle imposte sul reddito, per le spese documentate relative all’acquisizione e predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo.

Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio, verranno definiti i criteri e le procedure per l’accesso al beneficio.

La nuova Ace

A decorrere dal periodo d’imposta 2019, viene reintrodotto l’Aiuto alla Crescita Economica (ACE) come incentivo alla patrimonializzazione delle imprese, al posto della Mini-Ires che viene così abrogata.

Si tratta, in particolare, dell’applicazione di un rendimento nozionale, fissato all’1,3%, all’aumento di capitale apportato in azienda, che è deducibile per società di capitali, di persone e ditte individuali dal reddito imponibile netto. L’agevolazione era stata abrogata dal 2019 e sostituita con un altro incentivo diretto a favorire la capitalizzazione delle imprese che, tuttavia, non è stato mai operativo ed utilizzato, soprattutto per la sua complessità applicativa.

Revisione della tax expenditures (art.1, co.629)

A decorrere dal periodo di imposta 2020, viene introdotta una soglia di reddito oltre la quale le detrazioni Irpef relative a oneri di spesa, riconosciute nella misura del 19%, ai sensi dell’art.15 del DPR 917/1986-TUIR, si azzerano con gradualità.

Nello specifico, la suddetta detrazione spetta:

  1. al 100%, qualora il reddito complessivo non ecceda 120.000 euro;
  2. per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 240.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 120.000 euro, qualora il reddito complessivo sia superiore a 120.000 euro.

In caso di redditi superiori a 240.000 euro, conseguentemente, non spettano le suddette detrazioni. Il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze. Oltre che per le spese sanitarie, per gli oneri relativi a interessi passivi e oneri accessori relativi a mutui contratti per l’acquisto e per la costruzione dell’abitazione principale, la detrazione compete per l’intero importo a prescindere dall’ammontare del reddito complessivo.

Rientra, invece, nella suddetta limitazione  la detrazione Irpef per le spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro dei beni “vincolati” (art.15, co.1, lett.g del DPR 917/1986).

Consolidamento del territorio a salvaguardia del patrimonio paesistico, storico, archeologico ed artistico (art. 32-quinquies)

Per la salvaguardia del patrimonio paesistico, archeologico, storico ed artistico delle città dai movimenti franosi attuali e potenziali, è disposto un contributo di 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022, da ripartire annualmente entro e non oltre il 30 giugno di ogni anno.

Bonus facciate nella Manovra 2020 (art. 25)

Per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020, relative agli interventi, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 90 per cento.

Legislazione e casi particolari

Nell’ipotesi in cui i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli interventi devono soddisfare i requisiti di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015 e, con riguardo ai valori di trasmittanza termica, i requisiti di cui alla tabella 2 dell’allegato B al decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008.

Ferme restando le agevolazioni già previste dalla legislazione vigente in materia edilizia e di riqualificazione energetica, sono ammessi al beneficio  esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Programma nazionale per la qualità dell’abitare nella Manovra 2020 (art. 53)

Concorrere alla riduzione del disagio abitativo con particolare riferimento alle periferie e favorire lo scambio tra le varie realtà regionali. Questo sarà l’obiettivo del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare. È finalizzato a:

  • riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale,
  • rigenerare il tessuto socio-economico,
  • incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici.

Ma anche a migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini. Questo in un’ottica di sostenibilità e densificazionesenza consumo di nuovo suolo. E secondo i princìpi e gli indirizzi adottati dall’Unione europea, secondo il modello urbano della città intelligente, inclusiva e sostenibile (Smart City).

Fonte: Teknoring

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