Giuseppe è un ragazzo di 23 anni e da un anno e mezzo lotta contro una patologia che, in questi territori, conosciamo bene: la leucemia. Il nostro dolore si attenua nella consapevolezza di poter fare qualcosa, qualcosa per un giovane, qualcosa per Giuseppe. Ha combattuto e continua a combattere, nonostante la ferocia della malattia ed un trapianto di midollo osseo; oggi quel che sembra esser l’unica speranza per curare la patologia di Giuseppe è una terapia genica che ha riscosso molti risultati positivi nei casi come il suo. Questo tentativo di cura non può esser effettuato in Italia ed in Europa, ma è una terapia consentita negli USA, della quale si occupa specialmente il “Children’s Marcy Hospital” di Kansas City. Dato l’elevato costo delle spese di viaggio e della stessa terapia, i familiari di Giuseppe e i suoi amici hanno deciso di mettersi in gioco. Hanno scelto stringere le mani del loro amico postando sul sito BuonaCausa.org una vera e propria campagna di donazione dal nome “Mano nella mano con Giuseppe”, la quale in pochi giorni ha ottenuto fortissimo riscontro, molti cittadini marcianisani, e non, hanno scelto di effettuare diverse donazioni affinché Giuseppe possa ancora stringere tra i denti la speranza. È questo il senso di una donazione: esser parte di una speranza di vita.

Giuseppe ha frequentato il “liceo scientifico Federico Quercia” di Marcianise, un istituto che ha visto nel corso di pochi anni 3 suoi studenti morire sotto i colpi di queste patologie. Forse è una terra maledetta, o, forse eh, l’Istituto Superiore di Sanità aveva ragione quando all’interno del report pubblicato nel 2016 scriveva che, nella terra dei fuochi, ci si ammala e si muore di più per diverse patologie, le quali probabilmente sono legate al continuo sversamento illecito di rifiuti tossici. Lo sappiamo già, gli artefici e i complici di questo fenomeno leggono i numeri: 1324 i bambini e gli adolescenti che muoiono qui a causa di queste patologie. Sono numeri per loro, cifre che crescono da un tempo all’altro, ma dietro a quel numero ci sono vite, dietro quel numero c’è un ragazzo. Il nostro impegno va nel denunciare e nell’informare le persone sulle cause, mediche e politiche, di chi ha permesso questo fenomeno innaturale. Ma insieme a noi, voi lettori, potete fare qualcosa: donare speranza, non ad un numero, non all’ennesimo, solo a Giuseppe.

di Antonio Casaccio