Manca il Personale ATA nelle scuole casertane: i primi a pagare sono gli alunni

Redazione Informare 10/12/2022
Updated 2022/12/10 at 11:41 AM
4 Minuti per la lettura

Nelle scuole della provincia di Caserta, i numeri sulla carenza dei lavoratori ATA si fanno sempre più preoccupanti. Questa grave problematica, rappresenta un limite per il corretto svolgimento delle attività scolastiche.

Nella sola provincia di Caserta mancano all’appello 85 collaboratori scolastici e 20 assistenti amministrativi. Noi penseremo: ma c’è una carenza di candidati? No, semplicemente le scuole non li convocano, forse per motivi di bilancio. Questi numeri fanno comprendere le innumerevoli difficoltà quotidiane che si vivono negli istituti scolastici: e i primi a pagare sono gli stessi alunni.

Andrè Siciliani (Comitato): “Pulizia e sicurezza delle nostre scuole a rischio”

Fino allo scorso anno scolastico, l’emergenza pandemica aveva comportato l’assunzione a tempo determinato di personale specifico. Da settembre invece non ci sono più le cosiddette ‘assunzioni-covid’ e quindi la carenza di personale è tornata ad essere una problematica molto seria. A parlare sul tema della carenza di personale ATA nelle scuole casertane, è il Comitato Organico Aggiuntivo-Uniti per la Riconferma. Lo stesso Comitato, attraverso la voce di uno dei suoi rappresentanti Andrè Siciliani, evidenzia come la carenza di personale abbia conseguenze su vari ambiti della vita scolastica:

L’emergenza relativa alla carenza di personale Ata nelle scuole è a un punto di non ritorno. Una carenza che ha conseguenze su vari aspetti. Innanzitutto sulla pulizia, dove i collaboratori scolastici, sovraccaricati di lavoro e sviliti, non riescono a garantire la pulizia delle classi e degli spazi scolastici. Sulla sorveglianza, dove non riescono a garantirla in tutti gli spazi scolastici con conseguente rischio per l’incolumità degli alunni.

Il collaboratore scolastico, più comunemente noto come bidello, è l’unica categoria del pubblico impiego che ha responsabilità civile e penale e questo nonostante poi percepisca gli stipendi più bassi della pubblica amministrazione, quindi se succede qualcosa a un alunno, se viene investito o rapito, il collaboratore scolastico rischia il carcere. E questo perché non è riuscito a garantire la sorveglianza per la carenza di personale“.

A preoccupare è anche ala carenza del personale amministrativo

Siciliani poi aggiunge: “Ma le conseguenze riguardano anche il personale di segreteria, in quanto, essendo sottorganico, non riescono a gestire l’ordinaria amministrazione e le esigenze del personale scolastico e delle famiglie. Inoltre a complicare ulteriormente la situazione sarà la prossima gestione dei fondi del Pnrr che le scuole si troveranno a gestire. Una situazione che ha anche delle gravi conseguenze occupazionali, specialmente al Sud e nelle Isole“.

Il Comitato in pressing sul Governo: “Dare una boccata di ossigeno alle scuole”

Il Comitato chiama in causa la politica: “Finora abbiamo trovato solo silenzio e chiusure, nonostante le promesse di ripristino dell’Organico Aggiuntivo da parte di esponenti politici di Fratelli d’Italia e Lega che hanno fatto un’intera campagna elettorale su questa tematica e che ora sono caduti nel silenzio o si limitano a dire che ci stanno lavorando. I fatti dicono che nella Manovra non è previsto l’Organico Aggiuntivo. Chiediamo perciò al Governo di intervenire immediatamente nella risoluzione della carenza di personale ripristinando l’Organico Aggiuntivo in Legge di Bilancio in quanto l’Organico Aggiuntivo dà una boccata di ossigeno in primis alle scuole ma anche a tanti lavoratori e lavoratrici che hanno prestato servizio con dedizione durante la pandemia e che ora si ritrovano senza lavoro, nonostante le scuole abbiano esigenza di personale“.

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