“Mamma, domani non torno a scuola”: 9.7 milioni i bambini costretti a lasciare gli studi

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9.7 milioni di bambini costretti a lasciare il proprio percorso di istruzione entro il 2020

Settembre è alle porte e con il suo arrivo, anche la riapertura delle scuole si avvicina.
Tuttavia, nonostante la moltitudine di giovani che si appresta a ritornare in classe, ci sono milioni di bambini e ragazzi che causa del coronavirus non potranno riprendere gli studi.
Infatti, secondo il rapporto “Save our education- Salvate la nostra educazione” pubblicato lo scorso 13 luglio da Save the Children, (l’organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro .n.d.r.), sono 9,7 milioni i bambini che saranno costretti a lasciare la scuola per sempre entro la fine di quest’anno a causa dei profondi tagli al budget per l’istruzione e per la crescente povertà. Fattori, derivanti dalla pandemia di COVID-19, che potrebbero portare all’interruzione del loro percorso educativo.

Il rapporto individua ben 12 Paesi dove il rischio di incremento di abbandono scolastico è elevato o moderato: Niger, Mali, Chad, Liberia, Afghanistan, Guinea, Mauritania, Yemen, Nigeria, Pakistan, Senegal e Costa d’Avorio.

I bambini che con maggiore probabilità saranno costretti a rinunciare alla propria istruzione sono:
-bambini che caduti in povertà a causa del COVID-19 potrebbero essere costretti a lavorare per aiutare la propria famiglia a sopravvivere.
-bambini che vivono in campi e insediamenti sovraffollati con poche o nessuna assistenza sanitaria di base e limitate opportunità di apprendimento.
-bambini che vivono in aree di conflitto che rischiano di essere reclutati in gruppi armati.
-bambini con disabilità che già lottano per accedere ad opportunità di istruzione.
-bambine e ragazze adolescenti che ora affrontano un rischio maggiore di violenza di genere, gravidanza precoce o matrimonio precoce, intrappolate in un ciclo di violenza e povertà e alle quali è stata negata la possibilità di realizzare il proprio potenziale.

Sono 9 milioni le bambine in età di scuola primaria che rischiano di non ritornare mai più a scuola, a fronte di 3 milioni di bambini.
Altro problema rilevante che il rapporto analizza è il taglio al budget per l’istruzione.
Infatti, nel caso in cui i governi dovessero essere costretti a stanziare il 10% delle risorse ora destinate all’istruzione per coprire altre spese legate alla risposta all’emergenza, verrebbero a mancare 192 miliardi di dollari entro la fine del 2021 per l’istruzione nei paesi a basso reddito.
L’organizzazione esorta i governi e i donatori a garantire che i bambini fuori dalla scuola abbiano accesso all’apprendimento a distanza e ai servizi di protezione e chiede un aumento dei finanziamenti per l’istruzione.

di Martina Cotumaccio

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