DOMINO” è il titolo del nuovo disco di Malika Ayane, in cui in dieci canzoni interpreta le tessere di un gioco da tavolo. L’artista ha presentato il suo nuovo album alla Feltrinelli di Napoli; l’incontro si è svolto alla presenza di numerosissimi fan della cantante, che hanno interagito, su richiesta della stessa, interpretando i suoi successi musicali. Sono seguite tantissime domande sul nuovo disco e su quelli precedenti che hanno arricchito l’incontro. Il disco, pubblicato il 21 settembre, è il quinto progetto discografico della cantautrice milanese. Esso è stato completamente scritto da lei in collaborazione con alcuni dei più importanti autori internazionali, durante una ricerca sonora durata tre anni. «Per la prima volta» dice Malika «ho guidato la carrozza e l’ho fatto con serena incoscienza. Ho chiamato a collaborare con me persone che lo avevano già fatto con l’album “Naif”, ma questa volta abbiamo lavorato dal vivo, scrivendo insieme. La sensazione, ascoltando l’album, è che le canzoni siano come luoghi: sono ambienti in cui succedono cose. Di questi si può prendere in mano la propria esistenza anche partendo dalla consapevolezza che la vita non è fatta di picchi, di eventi straordinari. Bisogna essere dentro quel che si fa. L’alternativa è aspettare che arrivi qualcosa di straordinario e … impazzire!».

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Il titolo deriva dall’idea che l’album sia “una scatola che contiene delle tessere divise in due sezioni, e puoi decidere quale scegliere; se le rimescoli, viene fuori un’altra cosa. È come generare una storia, ma non necessariamente nell’ordine in cui siamo abituati a sentirla raccontare”. A partire dal mese di novembre, la cantante inizierà il suo tour in giro per l’Italia. Ci parli brevemente del tuo nuovo disco? Come mai si chiama così?
«Domino è un disco alla base, non è un insieme di canzoni collegate una all’altra, è un album pensato come tale. Dieci canzoni attraverso le quali spero di riuscire ad accompagnare l’ascoltatore in un mondo immaginario che poi lui decide di dipingere a modo suo. È un disco molto emozionale».
Se potessi descrivere Napoli con un aggettivo?
«Sorprendente e stupefacente. Sono riuscita a fare un giro a Napoli da turista lo scorso gennaio, e ne sono stata molto felice, anche perché quando io giro in Italia per tournée ci sono manifesti miei ovunque, quindi diventa difficile fare delle passeggiate e, dato che non era in programma passare di qui, non ho fatto altro che guardarmi intorno entusiasta».
Una cosa che ti ha colpito?
«Il Cristo Velato. Girare per i vicoli di Napoli e arrivare al mare è uno scenario da togliere il fiato. Napoli non solo la città del mare, ma un posto diverso da tutti quelli che ho visto al mondo».
Un tuo progetto futuro, un tuo sogno?
«A me piacerebbe continuare a fare esattamente quello che faccio, con calma. Conservare la serenità è un miracolo».

di Maria Grazia Scrima

Tratto da Informare n° 187 Novembre 2018