Malìa, la nuova libreria di Caserta

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La malìa di un sorriso può affascinare, sorprendere, incantare. Proprio come avviene con certi sguardi. Magnetici e gentili. Ma cosa ha significato nei secoli per una donna avere malìa. E quanta ancora oggi ne ritroviamo nella letteratura femminile contemporanea. È un punto di partenza solido e originale quello indagato da “Malìa” , la libreria che ha appena aperto i battenti nella città di Caserta. Un investimento coraggioso – quello compiuto da Antonella D’Andrea, Gabriele Gesso, Eliana Riva e Maria Russo – in un momento di grande difficoltà economica e sociale che restituisce speranza a quanti guardano con fiducia alla sconfitta della pandemia.

«Il progetto “Malìa” – ci racconta Eliana – era partito in realtà nel 2017 quando abbiamo deciso di rilevare la casa editrice “Spring” e di muovere i primi passi in un mondo tanto affascinante quanto particolare quale quello dei libri, della scrittura e dell’editoria. L’apertura di una libreria, quattro anni dopo, ci è sembrata quindi una naturale conseguenza.

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Un passo in avanti verso i lettori con i quali potremo ora confrontarci in una doppia veste». Nessun dubbio sulla scelta dei tempi: «Questo era assolutamente il momento giusto – le fa eco Maria – né prima, né dopo. Per noi il libro non è soltanto una finestra sul mondo, un’opportunità di viaggiare con la mente in una fase in cui gli spostamenti sono molto limitati ma è anche una cura, una terapia, una via d’uscita dall’emergenza».
Le-fiabe-della-libreria-MalìaCircondate da scaffali, titoli, disegni e gigantografie di donne che hanno fatto la storia della letteratura, Eliana e Maria annunciano iniziative ed eventi, dibattiti e laboratori: «Il nostro sogno è far sì che questo diventi un presidio di cultura, un luogo di confronto ma anche uno spazio di consultazione, una vera e propria officina di idee. Un lettore potrà rifugiarsi da noi anche solo per bere un tè, consultare internet, dare un’occhiata al catalogo e lasciarsi trasportare dalle storie raccontate dai nostri libri, spaziando tra generi anche molto diversi tra loro». Non solo letteratura al femminile, dunque, ma studio e riscoperta dei territori, ricerca, fiabe, saggistica, tanta attualità e soprattutto inchieste. Come quella sullo scandalo della fabbrica Deriver di Torre Annunziata raccontata, attraverso le testimonianze degli operai, dall’avvocatessa che li ha difesi in tribunale.

E poi spazio ai classici e alla poesia, ad una collana sportiva, alle case editrici indipendenti e alle guide turistiche, quelle alternative (arricchite cioè da itinerari inediti e poco noti) e quelle illustrate, destinate ai più piccoli, sulla Reggia vanvitelliana e il Belvedere di San Leucio. «Ci sono due tematiche che ci stanno particolarmente a cuore – chiariscono Eliana e Maria – una è l’educazione alle questioni e alla parità di genere, al rispetto delle donne, alla condanna dei femminicidi. L’altra è legata a episodi di resistenza quotidiana. Resistenza agli abusi, agli scempi, alle ingiustizie. A ciò che non funziona. In entrambi i casi la scrittura, intesa anche come strumento di educazione e denuncia, può fare la differenza». E poi c’è un terzo grande aspetto: quello della territorialità e delle radici.

Tra i titoli pubblicati o in via di pubblicazione, che troveranno posto sugli scaffali della libreria Malìa di via Gemito, ci sono infatti un testo sulla storia di Castel Volturno, un libro sulla riscoperta delle tradizioni contadine dell’Alto-Casertano, un volume dedicato alle personalità di spicco della provincia di Caserta che si sono distinte nel mondo del cinema, dello sport, della letteratura o del giornalismo.

E non solo. Uno degli elementi distintivi sarà infine il coinvolgimento degli studenti universitari. La Spring edizioni aveva già fatto parlare di sé per un bando finalizzato alla pubblicazione delle tesi di laurea più promettenti: «Ci hanno scritto in tantissimi – ricorda Eliana – proponendo lavori di grande qualità. Tra quelli selezionati figurano la riscoperta di personaggi storici, l’evoluzione dei fenomeni migratori in Italia, la destinazione d’uso dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un esperimento da ripetere che questa volta potrà essere presentato proprio qui».

I libri e la scrittura dunque come antidoti alle storture del mondo e pozione salvifica per vivere con maggiore leggerezza i tempi difficili come sembrano suggerire i disegni e le illustrazioni sulle pareti della libreria realizzate dall’artista Maria D’Anna.

di Daniela Volpecina

TRATTO DAL MAGAZINE INFORMARE N° 215
MARZO 2021

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