Sin dalla sua nascita nel 2003, la sigaretta elettronica si è proposta come un valido aiuto per smettere di fumare, un’alternativa decisamente più economica e meno dannosa alle classiche sigarette ed alle loro oltre 70 sostanze cancerogene.

Da quel momento, il mondo intero ha assistito ad un boom di vendite di e-cig, sottovalutando i rischi che, come sempre, sono associati all’abuso del consumo di un particolare prodotto.
Di pari passo, sono dilagati anche i dubbi della comunità scientifica in merito ai danni provocati dalle sigarette elettroniche, dubbi che, ad oggi, aumentano di giorno in giorno anche a causa di un nuovo boom registrato nelle vendite.
Ad incrementare la diffidenza è l’allarme lanciato dagli USA riguardo alle cosiddette “patologie polmonari misteriose”, che colpiscono una fascia di popolazione molto giovane ed, in tutti i casi, pazienti che utilizzano abitualmente le sigarette elettroniche. Piu’ nel dettaglio, da metà giugno, negli Stati Uniti, si sono registrati circa 215 casi di gravi infiammazioni polmonari in persone tendenzialmente sane, ma fumatrici di e-cig, con complicanze respiratorie che, in due circostanze, hanno portato alla morte dei pazienti.

Stabilire un nesso di causalità è estremamente complesso per la varietà dei dispositivi esistenti in commercio e la diversità delle sostanze svapate.

Per di più, l’epidemia di malattie polmonari misteriose ha colpito pazienti in oltre 20 stati differenti, e questa ampia distribuzione geografica certo non aiuta per stabilire la suddetta correlazione. I maggiori produttori di sigarette elettroniche a livello mondiale ci tengono, tuttavia, a precisare che esiste un mercato parallelo non autorizzato di sostanze utilizzate per le sigarette elettroniche e di dispositivi stessi, la cui mancata sicurezza potrebbe giustificare gli effetti estremamente nocivi denunciati da alcuni consumatori.

A questo bisogna aggiungere che sempre più spesso le sostanze da svapare sono fai da te, e cioè vengono prodotte in casa, contribuendo, con l’inesperienza del fruitore, ad aumentare la pericolosità della dipendenza.

In ogni caso, come accade per il fumo del tabacco, i danni causati dalla sigaretta elettronica non si possono imputare ad una sola sostanza in esse contenuta, ma bisogna considerare che, anche nel caso delle e-cig, i liquidi e le sostanze svapate sono sempre e comunque dei mix, potenzialmente dannosi.
In conclusione, un modo di fare erroneamente considerato, dall’opinione pubblica, come più sicuro e positivo per la salute, non ha tardato a manifestare la sua pericolosità e le potenzialità ai più nascoste.

 

di Antonio Giordano 
Direttore del S.H.R.O. di Philadelphia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°198
OTTOBRE 2019

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