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Procede a gonfie vele il Maggio dei monumenti: rassegna tutta napoletana, organizzata in una città che vanta luoghi storici in ogni anfratto.

Maggio dei monumenti: la felicità nell’età dei lumi

Tema centrale dell’evento, quest’anno, è il diritto alla felicità. Concetto all’apparenza umanistico, ma in realtà legato ad una delle epoche storiche più razionali di sempre: l’età dei lumi. È Gaetano Filangieri ad abbozzare per primo questa teoria, quest’anno scelta per celebrare i 220 anni dalla rivoluzione napoletana del 1799, di cui il pensiero di Filangieri fu ispiratore.

Giurista e filosofo napoletano, Filangieri vive nel periodo storico delle cosiddette “monarchie illuminate”. In un’Europa martoriata da scontri e battaglie, si è convinti che il buon governo possa sussistere solo se ogni monarca è affiancato da un filosofo nella guida della nazione. Ed è questo il pensiero di Filangieri stesso, espresso ne La Scienza della legislazione: “le buone leggi sono l’unico sostegno della felicità nazionale“.

Leggi in continua evoluzione

Ogni nazione, secondo il progetto del filosofo, deve riuscire a mettere a punto un sistema di leggi conforme alla natura umana. Questa è legata certamente al momento storico e alla storia di quella nazione, tuttavia presenta come principio universale la razionalità.

Leggi in continuo progresso, quindi, ma mirate al raggiungimento della felicità nazionale, data dalla somma delle felicità dei singoli individui.

Il pensiero di Filangieri, oltretutto, viaggia di pari passo con l’abolizione dello stato feudale: non più subordinazione dei contadini ai signori, ma appartenenza ad uno stato laico, che ripaga i suoi cittadini non per la classe sociale di appartenenza ma in base a ciò che ciascuno fa per lo stato stesso.

Stati felici

Mentre Filangieri abbozza queste teorie profondamente utopiche, i coloni americani si ribellano alla supremazia britannica. Il Boston Tea Party è solo l’inizio di un violento scontro che confluirà nella Dichiarazione d’Indipendenza Americana del 1776, che certamente risente degli influssi culturali del tempo.

“Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità“.

Queste le parole dei rappresentanti delle 13 ex colonie: perché non essere più schiavi significa ricominciare a vivere. Si può vivere solo se si è liberi. Ed essere liberi significa anche poter essere felici.

di Teresa Coscia

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