Magdi Allam: «Recuperiamo la nostra identità per essere liberi»

Magdi Allam

Personaggio controverso, impegnato in passato in politica ed editoria, Magdi Allam ha costruito la sua fama assumendo posizioni che hanno scosso il mondo dell’Islam, tanto che da 15 anni vive sotto scorta “a causa di minacce ricevute da parte della dirigenza di Hamas, il movimento terroristico islamico palestinese”, come lui stesso scrisse nel saggio “Vincere la Paura”. Da islamista laico si è convertito in cristiano, ricevendo il battesimo addirittura da Papa Benedetto XVI in diretta televisiva. Tuttavia, negli anni ha preso anche le distanze dalla Chiesa. Attualmente, è in giro per l’Italia per presentare il suo ultimo libro, con l’intenzione di svelare i lati più oscuri del Corano, dal quale fa solo emergere un’immagine non poco temeraria. Noi lo abbiamo incontrato e ci ha spiegato la sua opinione su umanità, immigrazione e, ovviamente, religione.

 

UMANITÀ

«Dobbiamo fermarci un attimo, guardarci dentro, riflettere, ripartire dall’ABC della nostra umanità, dal nostro essere persone che hanno un’anima, delle radici, una fede, dei valori, una civiltà. Che piaccia o meno, la nostra è una civiltà ebraico-cristiana, greco-romana, umanista, illuminista, che legittima la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta, compresa la libertà religiosa. Anche quella di non credere in alcun Dio. Ognuno di noi può pensarla in modo diverso, ma oggi dobbiamo aggregarci e monitorarci a vicenda affinché non ci sia alcuna violazione dei nostri diritti».

 

ISLAM E CRISTIANESIMO

«Il Cristianesimo è la religione del Dio che si fa uomo e che s’incarna in Gesù. L’Islam è la religione del Dio che si fa testo e si incarta nel Corano. Per i musulmani, Allah prescrive nel Corano ciò che deve essere ottemperato letteralmente ed integralmente. Nel Cristianesimo sussiste sia la dimensione trascendente della fede che la dimensione umana della ragione. Ciò consente ai cristiani di usare la ragione per entrare nel merito dei contenuti della fede, che possono essere tagliati, criticati, contestualizzati nel tempo e nello spazio. Nell’Islam, invece, tutto questo non lo possiamo fare perché si metterebbe in discussione Allah stesso. I musulmani come persone possono essere laici (e io lo sono stato per 56 anni) ma solo se antepongono la ragione e il cuore ad Allah e a Maometto. Perché non favorire un contesto di sana laicità?».

 

IMMIGRAZIONE

«Avevo 20 anni quando arrivai in Italia dall’Egitto nel 1972 da emigrato, col mio regolare passaporto egiziano e con una borsa di studio conferitami dal governo italiano per il miglior punteggio ottenuto alla maturità scientifica al Cairo. Avevo tutti i requisiti che connotano il concetto di cittadinanza sul piano qualitativo: conoscevo adeguatamente la lingua italiana, condividevo i valori della civiltà italiana, ma soprattutto amavo l’Italia. Oggi, noi ci troviamo in un contesto in cui la cittadinanza è stata ridotta ad un pezzo di carta che si accorda sulla base di parametri quantitativi come gli anni di presenza sul territorio italiano. Facciamo entrare in Italia migliaia di persone di cui non sappiamo assolutamente nulla, perché sprovvisti di documenti. Se veramente amiamo e vogliamo aiutare queste persone, dobbiamo fare in modo che diventino i protagonisti dello sviluppo nei loro Paesi, dando loro una formazione adeguata affinché possano vivere dignitosamente a casa propria».

di Teresa Lanna

Tratto da Informare n° 179 Marzo 2018

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.