“Teatro cerca casa”, Manlio Santanelli: «Con la sesta edizione valorizziamo i giovani talenti»

Teatro cerca casa

Enzo Moscato, Cristina Donadio, Renato Carpentieri, Fausta Vetere. E ancora Nello Mascia, Mario Porfito. Questi alcuni degli artisti che in questi anni hanno partecipato alla rassegna de “Il Teatro cerca casa”. Da Napoli e provincia fino ad arrivare alle realtà del Casertano, Beneventano e Salernitano. Una rassegna in itinere quella organizzata dal maestro Manlio Santanelli che quest’anno giunge alla sesta edizione e prende il nome di “Palcoscenici del futuro”. Diciotto i titoli della prossima stagione. Tra questi, il monologo “Albania casa mia” del giovane attore Aleksandros Memetaj, “Cavallapazza” di Domenico Ciruzzi con Antonella Stefanucci, “French girl piano&voce”, “Il posto di un altro” di Michele Danubio. E ancora “Le regole del giuoco del tennis” di Mario Gelardi, “L’Italia s’è desta” di Rosario Mastrota, “Solo ma non troppo” di Giovanni Block, “Suono su tela”, “Totò che padre” con Roberto Giordano e Federica Aiello o “Mood Swings” di Francesco Scelzo. Questi alcuni dei titoli degli spettacoli nel cartellone della sesta edizione della stagione de “Il Teatro Cerca casa”. Si parte già il 2 ottobre alle ore 18 con lo spettacolo “Sono ancora vivo” di Sergio Assisi, con Lucio Caizzo. A partire, poi, dal mese di dicembre, inizia una serie di incontri con esponenti del mondo teatrale, dal titolo “Incontri ravvicinati di teatro”, cui parteciperanno Lello Arena, Isa Danieli, Mariano Rigillo, Rocco Papaleo. Nell’intervista concessa a noi del magazine “Informare”, il maestro Santanelli ci ha raccontato come sia nata l’edizione di quest’anno della rassegna, tracciandone anche un bilancio delle precedenti.

Quest’anno la rassegna è intitolata “Palcoscenici del futuro”: quali saranno appunto i palcoscenici del futuro nell’idea del Maestro Santanelli? Come è stata progettata questa quinta rassegna della manifestazione?
«Siamo alla sesta edizione della mia rassegna, per futuro intendo l’inclusione nel cartellone, accanto a nomi già conosciuti, di nuovi attori che ancora non si sono affermati sulle scene canoniche. A questi la rassegna dà la possibilità di iniziare a farsi conoscere».

Sono state apportate anche novità alla rassegna in termine di proposta teatrale e di testi da trattare? In scena esponenti del teatro campano e non solo. In base a cosa sono stati scelti gli artisti in cartellone?
«Una delle più sensibili novità è costituita da una serie di incontri con attori e altri operatori dello spettacolo, che si confronteranno con il pubblico appagando le sue curiosità. L’iniziativa va sotto il nome di “In verità, in verità vi dico…. Incontri ravvicinati di teatro. Inoltre, quest’anno saranno di scena attori non solo napoletani, che tra l’altro hanno avuto la loro consacrazione anche all’estero. Quanto, poi, ai vari criteri che hanno guidato la scelta dei testi, fra tutti sono prevalsi la qualità del testo e la sua adattabilità alle misure del teatro d’appartamento».

Dalla prima edizione a quest’anno, qual è il bilancio che intende tracciare e questa manifestazione dove altro vuole arrivare?
«Il bilancio è decisamente positivo, e lo dimostrano il crescente numero degli spettatori e degli appartamenti disposti ad ospitare i nostri spettacoli».

“Il teatro cerca casa”: performance teatrali non in teatro ma in case. Perché proprio la casa quale palcoscenico?
«Premesso che il teatro in casa non vuole sostituirsi ai teatri ufficiali, possiamo dire che la casa offre agli attori che si esibiscono uno spazio più intimo, nel quale la parola venga valorizzata in tutte le sue accezioni, e un confronto diretto con il pubblico, che a recita finita si intrattiene volentieri con loro».

di Giovanni Iodice

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