Paolo Virzì e Francesco piccolo: maestri alla Reggia

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Paolo Virzì e Francesco Piccolo in ‘’Notti Magiche’’

Divani rossi, luci soffuse e trepidazione in sala durante l’attesa dei maestri Paolo Virzì, regista e Francesco Piccolo, sceneggiatore. Quasi non necessitano di presentazione i due grandi cineasti italiani che alla vigilia dell’uscita del nuovo film, ‘’Notti Magiche’’, sono stati ospiti alla terza edizione di ‘’Maestri alla Reggia’’ –di Caserta- nella cappella palatina della suddetta. Insomma, nella città natale di Piccolo. E, dunque, la domanda vien da sé:
Francesco, cosa si prova a tornare a casa da grande protagonista del cinema italiano e presentare un proprio lavoro nella maestosa reggia?
«È un sentimento misto, quando torno qui penso subito di essere tornato quello di sempre, il ragazzo del liceo. Di solito tendo a non esagerare ma confesso che, dentro di me, un po’ di orgoglio c’è sempre».
Piccolo racconta di quando ha iniziato la sua carriera e di come sentisse, poi sbagliando, Caserta lontano dal resto del mondo, un mondo a cui credeva non avrebbe mai avuto accesso ma che, poi, lentamente è riuscito ad avvicinarsi.

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Notti Magiche

Virzì e Piccolo, tra la platea casertana, scherzano sul racconto del loro primo incontro e dopo ben cinque film prodotti insieme sono arrivati a ‘’Notti Magiche’’, che, a dire del regista, già bolliva in pentola da almeno una decina di anni.
La Notte Magica è quella della semifinale Italia-Argentina, 1990. L’Italia ha gli occhi incollati al televisore e proprio nell’istante in cui Serena sbaglia il rigore fatale, mentre tutti manifestano la propria costernazione, dal ponte Garibaldi vola giù una Jaguar che va ad inabissarsi nelle acque del Tevere; nessuno lo nota in quanto tutti sconcertati per l’estromissione dalla finale. È poco dopo che i carabinieri e i vigili del fuoco estrarranno l’auto dalle acque e troveranno il cadavere di un glorioso e celebre produttore cinematografico.
‘’Non è un caso che si inizia con il ritrovamento di un cadavere che è anche la ‘’metafora’’ che ha ucciso il cinema italiano, è il gioco dell’indagine.’’ -racconta Paolo Virzì- ‘’La stagione in cui è ambientato il film è interessante, è la più dura di un’epoca perché poco dopo cambierà tutto: dalla caduta del Muro di Berlino ai nuovi orizzonti geopolitici’’.

Personalità eccentrica, Paolo Virzì racconta:
Lei ha detto che gli eventi si devono raccontare perché altrimenti non esistono. Il cinema cosa deve osservare per raccontare?
«Il cinema può raccontare ciò che vuole, tocca tanti ambiti. Dona la possibilità di rivelare anche qualcosa che non appare immediatamente allo sguardo o che è nascosto da altri eventi. Notti Magiche è anche un film su cosa voglia dire raccontare e mettere lo sguardo verso la giusta direzione».
Come è stato tornare a girare in Italia?
«Girare in America è affascinante ma hai a che fare con un’industria molto rigida, potente e sindacalizzata. In Italia siamo un po’ più ‘’arruffoni’’, facciamo cinema mettendo insieme ciò che si ha a disposizione, è un’industria con meno risorse però, forse, con più libertà».
È vero che il cinema è morto?
«È una fake-news che regna da sempre, ci hanno sempre spaventati. Oggi non vengono calcolati i dati dei viewers che sono moltiplicati se consideriamo che le modalità del cinema sono triplicate. Laddove ci sono sale attrezzate e accoglienti, sono sempre piene».

di Giovanna Cirillo

Tratto da Informare n° 188 Dicembre 2018

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