Maddalena Orlando, la giovane artista campana si racconta ad Informare

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Maddalena Orlando

Maddalena Orlando, in arte “Maddy“, giovane musicista e cantautrice di Gioia Sannitica (CE), ci racconta la sua vita fatta solo di musica e del suo ultimo progetto Viola Vai, ultimo brano scritto per uno spot-film sul femminicidio, di cui ha anche curato la sceneggiatura.

Quando hai iniziato a scrivere i testi? Parlaci del tuo percorso.
«Ho perso il conto, sono passati troppi anni. Comunque la data orientativa risale al lontano 2000. Mi ricordo, anche se non proprio dettagliatamente, che dopo inseguimenti vari riuscii a consegnare alla mia cantate preferita (Paola Turci), un cd demo con incise due sue cover cantante da me. Quando mi rivide mi disse: Brava Maddy. Le cover ok, mi sono piaciute, ora perché non provi a buttare fuori qualcosa di tuo”. Io ovviamente, fortemente motivata, mi sentii subito ispirata e iniziai a scrivere quasi per gioco la mia prima canzone, che si intitola “DI ME“.
Dopo la mia prima bozza, mi si aprii un mondo e iniziai a scrivere una serie di canzoni a catena, di cui, purtroppo, sono rimaste solo delle bozze, perché non ho ancora avuto l’opportunità di inciderle. È un progetto che ho ancora in mente e che vorrei farlo venire alla luce non appena trovo un produttore».

Cosa rappresenta per te la musica?
«La musica per me rappresenta la parte inconscia del mio essere: va a scavare nel mio io e mi libera dalle emozioni negative, trasformando la sofferenza in positività quando suono o scrivo».

Quando scrivi i tuoi brani ti ispiri a un cantante in particolare?
«Tutti sanno che la mia musa è senza dubbio Paola Turci, ma mi rifaccio molto anche allo stile di Nek, Lenny Kravitz. Ho influenze sia pop che funk. Mi piace anche giocare con i suoni ambient, infatti, scrivo anche brani strumentali: mi piace comunicare anche senza l’uso delle parole».

I Brani “Mani nelle mani” e “Una nuova estate” di cosa parlano?
«Il primo l’ho scritto due anni fa, poco dopo l’esibizione di Paola Turci a Sanremo, quando presentò “Fatti bella per te”. La mia voglia di comporre, sopita da tempo, tornò tutta d’un colpo.
Infatti, Mani nelle mani si può dire sia stata una canzone di ripresa. Dopo un lungo periodo di fermo, grazie a Paola, ho ripreso e risentito la voglia di far uscire fuori la mia vena creativa. Una nuova estate, invece, parla di spensieratezza, leggerezza e voglia di rinascita. Parla di due ragazzi che si stanno conoscendo, solo che lei ancora porta sulla pelle i segni della sua storia precedente finita male, ma vive con la speranza di guardare avanti, anche se con un occhio ancora rivolto al passato».

Quanto è importante l’esperienza?
«L’esperienza gioca un ruolo fondamentale, senza di essa, non si potrebbe essere ciò che si è oggi. Suonare insieme a musicisti di ceppo musicale diverso, insegna tantissimo».

Sappiamo che hai scritto un brano per uno spot-film sul femminicidio che uscirà a breve, ce ne vuoi parlare?
«Beh, è un brano venuto fuori di getto. Il titolo è “Viola Vai” ed è quasi un monologo musicale. Un discorso a tu per tu con il maltrattatore. In poche parole, è un disperato appello d’amore, ma allo stesso tempo è un grido di rinuncia e speranza».

Come sta andando il mondo discografico?
«A rotoli, ormai è un mondo chiuso o meglio è aperto solo a chi ha soldi da investire».

Qual è la tua speranza?
«Oggi diventa famoso solo chi ha un bel gancio. Io non spero di ottenere il successo, ci ho sperato solo in passato, ma quando ho iniziato a sentire puzza di marcio, ho abbandonato per un periodo di tempo la musica. Come tutte le passioni però, non ti abbandonano mai: sono sempre lì con te, aspettano solo il tuo momento migliore per evadere».

di Federica Lamagra