L’ulivo è un albero dalla tradizione molto antica. Le varietà che oggi coltiviamo derivano dall’Olea europea, che è il risultato di selezioni agronomiche iniziate circa 6000 anni fa.

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Prof. Gian Carlo Tenore

Oltre ad avere una grossa carica simbolica nella nostra cultura, la pianta dell’ulivo è ben nota da millenni per i suoi frutti, che si possono consumare tal quali, generalmente previa trattamento in salamoia, ma ancor più per l’estrazione dell’eccellente olio extravergine di oliva, alimento e condimento principe della tradizione mediterranea.

Altrettanto antico è l’impiego delle foglie di tale pianta, principalmente sotto forma di decotto od infuso, per una serie di applicazioni terapeutiche, quale l’effetto antibiotico, antiossidante, antinfiammatorio, antipertensivo ed immunomodulante.

L’ulivo è una pianta sempreverde, con un’attività vegetativa continua che rallenta solo in inverno.

Le foglie nascono e vivono entro un arco temporale di due anni e sono generate da gemme a legno che la pianta emette di continuo sulle nuove ramificazioni.

La grande facilità di reperimento, insieme alle molteplici proprietà benefiche sulla salute, rendono le foglie di ulivo una materia prima unica e preziosa.

Le foglie di ulivo devono le loro mirabili proprietà salutistiche ai polifenoli, una classe di molecole bioattive ampiamente diffuse nel mondo vegetale.

Tra queste, l’oleuropeina sembrerebbe giocare un ruolo chiave, insieme ai suoi derivati tirosolo ed idrossitirosolo, che verrebbero generati ad opera di enzimi, presenti sia all’interno delle foglie, che nel nostro apparato digerente.

Numerosi studi sono stati in grado di evidenziare una marcata azione ipoglicemizzante da parte di questi tre specifici polifenoli, tanto da considerare gli estratti di foglie di ulivo nella cura per la sindrome metabolica ed il diabete di tipo 2, equiparandoli ai farmaci tradizionalmente utilizzati in terapia.

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I laboratori NutraPharmaLabs, del Dipartimento di Farmacia, Università “Federico II” di Napoli, hanno condotto uno studio clinico, consistente nel valutare gli effetti del decotto di foglie di ulivo sulla glicemia di soggetti sottoposti a curva da carico di glucosio.

Lo studio è stato realizzato come di seguito descritto. Il decotto è stato preparato facendo bollire circa 150 foglie (ben lavate, eventualmente pretrattate con bicarbonato di sodio) in un litro di acqua, per 20 minuti; il tutto è stato poi filtrato e lasciato raffreddare.

Quindi, venti soggetti sani hanno bevuto 150 mL di una soluzione contenente 75 gr di glucosio; agli stessi è stata misurata la glicemia ogni 30 minuti per 2 ore.

Poi, altri venti soggetti sani hanno bevuto la stessa soluzione, e subito dopo hanno ingerito 150 mL del decotto di foglie di ulivo, precedentemente preparato; anche a tali soggetti è stata misurata la glicemia ogni 30 minuti per 2 ore.

I dati raccolti hanno dimostrato che i soggetti che avevano bevuto il decotto riuscivano a contrastare l’aumento della glicemia, dovuto alla soluzione di glucosio, in maniera nettamente migliore rispetto ai soggetti che avevano bevuto la sola soluzione glucosata (Fig. 1).

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I risultati ottenuti sono di grande interesse, perché dimostrano che il decotto si rivela efficace in una condizione estrema.

Infatti, il carico di glucosio (75 gr) rappresenta una condizione anomala, ossia, simula l’assunzione di una quantità di zucchero che sarebbe possibile solo durante un pasto particolarmente ricco di determinati alimenti, quali pasta, pane e dolci.

Pertanto, la sua efficacia in tale situazione permette di ipotizzare una sua reale utilità nella dieta di tutti i giorni e, quindi, di favorire un efficace controllo della glicemia post-prandiale e la prevenzione di una possibile patologia diabetica.

La letteratura scientifica presenta numerosi altri studi sulle proprietà dei polifenoli dell’ulivo, ma è possibile ritenere che ciò che è stato sin qui presentato sia sufficiente a dimostrare che prodotti derivanti da tale preziosa pianta millenaria, non hanno niente da invidiare a tutta una serie di prodotti farmaceutici indicati per le più svariate patologie.

Pertanto, con sano ed orgoglioso patriottismo mediterraneo, è possibile decantare i benefici ed il potenziale nutraceutico dei prodotti della nostra tradizione, promuovendo così la nostra cultura, la nostra tradizione, la nostra agricoltura e la produzione del nostro Paese, troppo spesso dimenticate.

di Gian Carlo Tenore

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°193

MAGGIO 2019

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