Ludovico Einaudi: la chiusura mozzafiato della VI edizione di “Un’estate da Re”

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Si conclude così la sesta edizione di “Un’estate da Re: la grande musica alla Reggia di Caserta” che ogni anno si tiene nella Reggia vanvitelliana con in scena i più importanti artisti della scena contemporanea. A chiudere l’edizione, quest’anno, il compositore e pianista torinese Ludovico Einaudi che, con il suo “Summer Tour“, ha donato a tutti gli spettatori un concerto senza eguali.

Sul palco, insieme a Ludovico Einaudi, al violino e viola Federico Mecozzi e al violoncello Redi Hasa, che hanno dato vita uno spettacolo che racchiude a pieno la voglia di ricominciare, in particolar modo con la raccolta “Seven Days Walking” ovvero una raccolta di sette album pubblicati con cadenza mensile per sette mesi dal 15 marzo 2019 fino al 20 settembre 2019.

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Un disco di riflessione, nato tra le passeggiate in montagna e la natura, simbolo della musica di Einaudi. A far da cornice a questo concerto da sold out, la suggestiva location dell’Aperia della Reggia di Caserta, accompagnata dal sottofondo dell’acqua della Cascata della Fontana di Diana e Atteone.

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Una scenografia intima, poche luci sul palco tutte puntate sui tre musicisti, che riescono a portare tutta l’attenzione sulle loro figure ed a creare una vera e propria stanza confidenziale tra il pubblico e la loro musica. All’interno del verde dei giardini inglesi, il musicista ritrova l’habitat dalla quale il disco è stato generato: la natura. E così per le tutte le sue date a venire. Location naturali, paesaggistiche e suggestive, per un concerto nella quale la sensibilità e la bellezza ne fanno da padrona.

Emoziona, cattura, coinvolge: sul palco le note suonate da Ludovico Einaudi e accompagnate da Mecozzi e Hasa sono pura magia. Dagli ultimi pezzi di repertorio fino alle celebri “Una mattina” e “Nuvole Bianche“, il pianista torinese, riesce a creare un’atmosfera unica tale da diventare una standing ovation sul finale.

Einaudi riprende e continua questo “viaggio nella natura“, coinvolgendo il pubblico e invitandolo a camminare con lui. Invitandolo a riflettere, a scavare nelle proprie interiorità, a cercare l’essenza attraverso delle note suonate poeticamente. La poesia che diventa musica, la musica che diventa poesia: la delicatezza e la profondità di un artista che riesce ancora e sempre ad emozionare con un’intensità senza paragoni.

di Luisa Del Prete

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