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E’ con il concerto del pianista italiano di fama internazionale Ludovico Einaudi, che si chiude, mercoledì 4 agosto alle ore 21“Un’Estate da Re. La Grande Musica alla Reggia di Caserta” la rassegna estiva dedicata alla musica classica, lirica e da camera, divenuta negli ultimi sei anni punto di riferimento per gli appassionati del bel canto e della musica di qualità.

Un’edizione straordinaria, iniziata il 6 luglio con Piazza Carlo di Borbone, per poi spostarsi nell’affascinante Aperia del Giardino Inglese della Reggia di Caserta, che ha visto passare dalla Campania i protagonisti internazionali della musica a cominciare dal Maestro Riccardo Muti a Anna Netrebko, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Daniel Oren, Piergiorgio Morandi, Jordi Bernàcer solo per citarne alcuni.
Alcuni dei concerti di quest’anno, che hanno avuto enorme successo di pubblico e critica, verranno trasmessi in streaming nell’autunno 2021 per il progetto Campania Cultura Live, gratuitamente sui canali di Scabec e di Un’estate da Re. Saranno invece parte di due produzioni Rai, a cura di Giorgio Verdelli, la serata dedicata a Lucio Amelio e il concerto di onore di Caruso.
L’ultimo appuntamento è il 4 agosto per il “Summer Tour” di Ludovico Einaudi, un artista seguitissimo dai suoi fan che hanno esaurito i biglietti in poche ore dalla messa in vendita. L’artista, tra i più amati pianisti in Italia e nel mondo, ha scelto per il 2021 di portare la sua musica in scenari eccezionali. Mercoledì sarà l’Aperia a fare da sfondo mozzafiato al suo live “Seven Days Walking”, un progetto musicale nato da un’idea dell’artista durante le lunghe camminate sulle Alpi innevate.
Il progetto consiste in un insieme di 7 album pubblicati con cadenza mensile per sette mesi consecutivi dal 15 marzo 2019 (uscita del primo album) fino al 20 settembre 2019. Accompagnato al violino e viola da Federico Mecozzi e al violoncello da Redi Hasa, Einaudi trascinerà il pubblico in una magica atmosfera fatta di naturale armonia ed equilibrio attraverso la sua musica.
Finanziata dalla Regione Campania, con la direzione artistica affidata al Maestro Antonio Marzullo, “Un’Estate da Re” vede anche quest’anno un’intensa collaborazione tra il Teatro di San Carlo di Napoli e il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno. Organizzata e promossa dalla Scabec, società campana per la cultura e i beni culturali, la rassegna – nata da un progetto ideato e sostenuto dal Presidente Vincenzo De Luca nel 2016 per promuovere sia il monumento della Reggia che le realtà musicali campane – è oggi un appuntamento fisso dell’estate della musica lirica e sinfonica in Italia, che ha visto quest’anno anche un concerto dedicato ad Enrico Caruso per i 100 anni dalla sua morte.La manifestazione è realizzata in collaborazione con la direzione della Reggia, il MIC e con il Comune di Caserta.
Grande soddisfazione per il direttore artistico Antonio Marzullo che ancora una volta ha creato una felice sinergia tra le orchestre d’eccellenza della Campania – quella del Teatro di San Carlo di Napoli e quella del Teatro Verdi di Salerno –  con artisti di calibro internazionale, per un cartellone che ha offerto quest’anno anche delle proposte artistiche per pubblici differenti, come i Mnozil Brass o la serata dedicata a Lucio Amelio.
Soddisfatto anche il Direttore generale della Reggia di Caserta Tiziana Maffei. “Anche in questa edizione la suggestione dell’Aperia della Reggia di Caserta ha toccato l’anima degli spettatori di Un’Estate da Re – afferma Tiziana Maffei – gli spettacoli nel Giardino Inglese hanno esaltato il pubblico con la musica e la cultura nella loro complessità. In particolare, la serata “Ma l’amore no” dedicata a Lucio Amelio e al significato che la sua attività ha avuto in questa terra, cosi come rappresentato dal suo testamento culturale: la straordinaria collezione Terrae Motus custodita alla Reggia di Caserta. Un contributo ulteriore al percorso di riconoscimento della Reggia di Caserta come luogo di ispirazione che consente un’esperienza completa dei linguaggi dell’arte. Un’Estate da Re è diventata un’occasione per riflettere sulla tradizione ma anche sulla contemporaneità. La VI rassegna ha anche permesso di consolidare un’iniziativa in cui credo fortemente: restituire piazza Carlo di Borbone a una delle sue vocazioni di accoglienza di grandi eventi”.
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