Lucia Fortini: «L’edilizia scolastica è la priorità»

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Intervista all’Assessore regionale Lucia Fortini

Lucia Fortini, Assessore regionale con deleghe ad Istruzione, Politiche giovanili e Politiche sociali, sta per terminare l’incarico affidatole dal Presidente De Luca e tutti ben sappiamo che è questo il momento propizio per tirare le somme del lavoro svolto fin qui.
Ma non solo, è anche l’occasione giusta per conoscere i suoi obbiettivi e i punti cardine del suo programma, dato che la Dott.ssa Fortini ha deciso di candidarsi al Consiglio regionale con la lista civica “De Luca Presidente”.

Assessore Fortini, quali sono gli obiettivi raggiunti dall’assessorato all’Istruzione?

«Per quanto riguarda la Scuola c’è il programma “ScuolaViva”, a cui sono particolarmente legata perché siamo riusciti ad aprire 450 scuole il pomeriggio e a raggiungere migliaia di giovani.
Mi ha emozionato pensare che questa sia stata una vera opportunità per ragazzi e bambini, perché spesso ci sono una serie di attività costose che rappresentano un grande muro da valicare per le famiglie. Poi c’è stato il programma c’è “Scuola di comunità” che ha messo in contatto il terzo settore con le scuole, oppure il programma “Promossi” che ha permesso a tanti studenti di fare viaggi internazionali. Voglio ricordare anche che ormai siamo al quarto anno del trasporto pubblico pagato agli studenti, abbiamo cercato di trasferire un’idea: se vuoi dare possibilità ad un giovane, devi investire nella sua conoscenza.
Il principale obiettivo raggiunto è aver creato una vera e propria “comunità scolastica”; i docenti e i dirigenti sanno che non sono soli. Attraverso dei gruppi whatsapp riesco a restare in contatto con tantissimi presidi della regione, è un modo per creare un ponte e respirare l’umore degli addetti ai lavori».

Cosa può dirci, invece, delle Politiche giovanili?

«Con il bando, “Benessere Giovani”, abbiamo dato delle opportunità a dei ragazzi, finanziando alcuni dei loro progetti, come i forum regionali. Le Politiche giovanili hanno una criticità dal mio punto di vista: non è una delega “pesante” dal punto di vista economico. Se tu pensi ai giovani la prima criticità a cui pensi è il lavoro, ma quest’ultima è una delega a sé stante, a mio parere le Politiche giovanili vanno affiancate a deleghe più importanti che vadano ad incidere davvero sulla vita dei giovani».

Lei dovrà affrontare anche una campagna elettorale, con quale motivazione affronta questa sfida?

«Mi ha spinto a farlo il Presidente De Luca, che mi ha affidato un’enorme possibilità con il ruolo di Assessore. La prima volta che l’ho incontrato, dopo che il mio curriculum venne scelto tra i vari profili professionali, mi disse: “Qualsiasi cosa accada non farti corrompere, non prendere mai soldi, non avere paura e vai sempre avanti”. Quelle parole mi ricordano che devo sempre combattere per ciò in cui credo davvero.
Sono sicura di aver lavorato bene e aver costruito qualcosa, non sono un politico e non so come si costruisce consenso elettorale, ma so come si parla alle persone e come incidere su parti della loro quotidianità».

Il principale obiettivo che intende perseguire nell’eventuale nuova legislatura?

«Nel programma del Presidente c’è la conferma di tutte le azioni che sono state messe in campo in questi anni, ma dobbiamo impegnarci tanto sull’edilizia scolastica. Noi ci siamo insediati nel momento in cui il Fondo sociale europeo era stato già programmato, di conseguenza avevo poche risorse per l’edilizia scolastica e non potevo cambiare il piano. Questo non mi ha consentito di investire come volevo su un tema centrale: la sicurezza degli studenti nelle scuole. È questa la vera sfida per la prossima legislatura».

Cosa vuole dire ai giovani che andranno a ricoprire le fila dell’astensionismo in queste elezioni?

«Quando il Presidente mi chiese di candidarmi, la prima cosa a cui ho pensato è stata: ma chi ho votato alle ultime elezioni regionali nel ruolo di consigliere?
Devo confessare che non lo ricordavo e ho avuto un attimo di perplessità, ho fatto questa domanda a tanti cittadini che ho incontrato durante il mio percorso e, purtroppo, ho dovuto constatare che tantissimi non lo ricordano.
Se non lo ricordi significa che per te quel voto non valeva nulla e se è così non puoi lamentarti dopo. Siamo abituati a lamentarci, quante volte sentiamo “la politica fa tutta schifo”, vorrei dire a queste persone che in realtà sono proprio loro a fare la politica! Ragazzi: votate o impegnatevi, contatevi per contare».

di Antonio Casaccio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°209
SETTEMBRE 2020

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