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“Luce Vera” è il titolo del brano scritto e prodotto da Nando Misuraca per il CEFRAD (Centro Francescano Adozioni a Distanza) e ispirato ai valori dell’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco: una canzone nata per la solidarietà e la fratellanza. Il brano, realizzato grazie a una coproduzione tra i Frati Minori della Provincia del Sacro Cuore di Gesù di Napoli e l’etichetta discografica indipendente Suono Libero Music, è stato infatti pensato per sostenere i bambini brasiliani di cui il CEFRAD  si occupa da anni. L’intero ricavato del progetto musicale sarà quindi devoluto a scopo benefico. Interprete del brano è il frate Francesco Mauro Del Grosso, già noto sui social, che grazie alla sua voce rende vive le parole di Papa Francesco e diventa il simbolo dell’impegno e dell’amore verso il prossimo. A lui abbiamo chiesto di raccontarci “Luce Vera”.

 Parliamo del progetto… di cosa si tratta e qual è il suo scopo? 

Con Nando Misuraca (l’autore del brano) collaboriamo da alcuni anni. A lui chiesi di pensare a un progetto musicale per il CEFRAD dei Frati minori di Napoli e Caserta, per sensibilizzare sulle donazioni online rivolte ai bambini dell’Educandario di Bebedouro e del Patronato di Garça in Brasile. Il 3 ottobre del 2020, Papa Francesco promulgò l’enciclica “Fratelli Tutti”, definita un’enciclica sociale, che mutua il titolo dalle “Ammonizioni” di San Francesco d’Assisi, in cui fraternità e amicizia sono le vie indicate per costruire un mondo migliore, più giusto e pacifico, con l’impegno di tutti: popolo e istituzioni. L’enciclica ribadisce con forza il no alla guerra e alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo spirito nasce “Luce Vera”. Un brano che parla di fratellanza universale, contro i pregiudizi e l’indifferenza: un inno all’accoglienza e alla prossimità. “Luce Vera” è il brano della speranza, non solo per il CEFRAD.

Come nasce la volontà di usare la musica per beneficenza? 

La musica è uno dei mezzi più efficaci per la solidarietà. Tocca non solo il cuore, ma anche l’anima. La musica stimola la fantasia e la creatività, spingendo ad agire col cuore: incoraggia l’azione.
Ogni raccolta fondi è una mano aperta e tesa verso l’altro: c’è chi dona e c’è chi riceve, ma sono sempre due mani che si cercano, si donano reciprocamente. La generosità è un gesto concreto che riflette la bontà della persona, a prescindere da chi essa sia: è un dono che proviene anche da chi ha poco. Negli ultimi decenni le iniziative di beneficenza in TV e online hanno riscontrato una crescita significativa anche nelle nuove generazioni. Basti pensare ai progetti musicali di raccolta fondi a favore di cause sanitarie e umanitarie. “Luce Vera” si inserisce, quindi, in un contesto di sensibilizzazione che mira a toccare le corde dell’anima, insegnando ad essere in armonia con questi bambini che chiedono di crescere come tali, vivendo la loro età, divertendosi in semplicità, scoprendo l’importanza dell’amicizia, del gruppo, del gioco e della responsabilità verso se stessi e gli altri.

Lei è molto presente sui social: crede che i nuovi media siano un canale valido per comunicare il vostro messaggio alle nuove generazioni? 

I media sono sempre stati uno strumento essenziale per la cristianità. Il mandato centrale di Gesù Cristo è di andare per il mondo ad annunziare la venuta del Regno di Dio e di portare tutti a impegnarsi personalmente nella costruzione del regno dell’amore (Marco 16,18). Come non ricordare i discorsi radiofonici di Papa Giovanni XXIII, il primo tweet di Papa Benedetto XVI e i messaggi dell’attuale Papa Francesco? Oggi questi mezzi di comunicazione digitale sono le piazze virtuali dell’evangelizzazione, dell’annuncio. Non posso non citare il giovane Carlo Acutis, il primo millenial Beato, che evangelizzava attraverso internet. Io ho seguito questa linea e con l’hashtag #fraselfie sono  diventato molto conosciuto in rete. Nato per gioco, è diventato il distintivo di riconoscimento del frate francescano social. Sono presente su molte piattaforme virtuali ed è recente anche la nuova avventura su TIK-TOK, molto usato dai giovani. L’importante è saperne fare un uso adeguato e credibile, dando all’internauta un messaggio alternativo e vero.

di Lucrezia Varrella

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