Lucca Comics

Lucca Comics, quando la politica delega all’arte

Paolo Cutillo 06/11/2023
Updated 2023/11/05 at 5:15 PM
4 Minuti per la lettura

In questi giorni sta facendo molto discutere la bagarre sul caso Lucca Comics. Quest’anno la più grande fiera fumettistica italiana è patrocinata dall’ambasciata Israeliana, il che ha scatenato una ritirata collettiva tra gli artisti invitati, tra i quali Zerocalcare, Fumettibrutti e Asaf e Tomer Hanuka. Chi per ideologie proprie, chi per tirarsi fuori dalla valanga mediatica, le distanze sono state prese mentre l’Italia si astiene nelle votazioni Onu e gioca a fare la Svizzera.

Lucca Comics, il motivo scatenante della polemica

Ma qual è stato il motivo scatenante di questa valanga? Quest’anno il Lucca Comics Festival ha appunto il patrocinio dell’ambasciata di Israele e questo perché Asaf e Tomer Hanuka, due artisti Israeliani, hanno disegnato il poster dell’evento e ne sarebbero stati ospiti. L’aggravarsi del conflitto israelo-palestinese ha portato così artisti come Zerocalcare ed altri a prendere le distanze dall’evento, con non poche riserve come spiegato dai diretti interessati. Questo abbandono ha addirittura smosso gli animi della politica e dell’editoria italiana portando figure come Matteo Salvini, Maurizio Gasparri, Massimo Donelli direttore del Foglio, Nicola Porro ed altri a scagliarsi contro questa fuga. A seguito di questo tornado mediatico anche i due artisti Israeliani hanno deciso di tirarsi indietro, con conseguenti reazioni indignate del web. Per molti queste sarebbero mosse pseudo politiche per attirare su di se più attenzione possibile, ma sarà così?

Gli artisti col peso della politica

Pensare che l’arte debba essere un atto apolitico, è semplicemente irreale. L’arte è da sempre politica, e lo sarà fino a quando veicolerà idee, messaggi, punti di vista sul nostro tempo ecc. Ciò che risulta però lontano dalla realtà è il delegare agli artisti le prese di posizione che dovrebbero avere i politici. L’Italia come sappiamo si è astenuta nella votazione Onu per la tregua su Gaza, e nessun politico ha apertamente espresso il suo punto di vista sulla questione. In un paese quindi dove la politica non prende posizione, chi è rivestito di notorietà deve prendere posizione (possibilmente quella giusta), altrimenti è un ignavo. Un esempio arriva sempre da Lucca, dove il noto streamer Dario Moccia ha presentato le sue carte da gioco e intervistato un noto mangaka giapponese, e questo l’ha portato ad essere questionato sul web sul perché lui non avesse seguito l’esempio dei colleghi. Giusto o sbagliato?

Punti di vista

In un momento in cui il mondo è scosso da eventi brutali, il ruolo della politica dovrebbe essere quello di essere apertamente chiara; una classe politica che attraverso il diritto internazionale scruta la situazione e prende le parti di chi quel diritto lo vede violato ogni giorno, dovrebbe essere alla base della nostra società. L’esempio politico e civico dovrebbe appunto venire da chi del mestiere politico ne ha fatto la propria missione, e l’arte dovrebbe essere un abbellimento e un orizzonte nuovo che anche la politica ingloba. Delegare la responsabilità dell’informazione istituzionale delle masse all’arte, è un modo subdolo di scrollarsi quelle responsabilità politiche di cui però la storia prima o poi chiederà il conto. Forse effettivamente meglio lasciare il compito di fare da esempio politico per i giovani agli artisti…forse.

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