Dodici anni di grande impegno,
volti ad aiutare i bambini e le famiglie:
Luca Trapanese è l’educatore e il fondatore.

“A Ruota Libera Onlus”, l’associazione che promuove e sostiene progetti di valenza sociale.
Luca ha dimostrato, nel corso del tempo, di possedere un cuore grande e un profondo spirito di solidarietà: oggi è diventato il papà adottivo della piccola Alba, affetta dalla sindrome di down.

La loro storia è stata incisa in un libro dal titolo “Nata per te”, scritto da Luca Trapanese e Luca Mercadante.
La solidarietà non è solo un vincolo, ma anche un dovere e, soprattutto, un bisogno.

Il progetto “La casa di Matteo” è una struttura con tecnologie e metodologie innovative, destinata a migliorare la qualità della vita delle persone diversamente abili: si tratta di una delle più belle ed iniziative del territorio che contribuisce a dare un forte senso di comunità, lavorando sia dal punto di vista sociale che culturale.

Luca, cosa ti ha condotto alla scelta di scrivere il libro “Nata per te”?

«La scelta di scrivere il libro è stata determinata dalla voglia di raccontare innanzitutto del mio desiderio di paternità, ma anche della decisione di voler un figlio disabile.

Se avessi potuto accedere al registro delle adozioni, anziché a quello degli affidi (l’unico a cui potevamo accedere noi single), avrei comunque scelto un figlio disabile perché è la strada che più mi apparteneva rispetto alla paternità e alla mia esperienza di vita personale».

Qual è lo scopo e quali servizi offre “A Ruota Libera”?

«A Ruota Libera è un’associazione nata nel 2007 ed è nata con lo scopo di creare tante attività per persone con handicap, soprattutto in età post-scolare.

Al Vomero ospitiamo quasi settanta ragazzi e abbiamo sviluppato parecchie iniziative, ad esempio il progetto “Il Borgo sociale” nel Parco Regionale di Roccamonfina, dove i ragazzi potranno vivere in autonomia, lavorando in una fattoria dove produciamo il miele, o in un bar, oppure in un bed and breakfast».

Da cosa nasce l’esigenza di dar vita al progetto “La Casa di Matteo”?

«La casa di Matteo è la prima struttura in tutto il Sud Italia che accoglie bambini dai 3 ai 13 anni, ma in realtà arrivano anche bambini più piccoli con disabilità gravi che vengono abbandonati negli ospedali al momento della nascita, oppure vengono tolti alle famiglie perché queste ultime non sono in grado di far fronte alla situazione».

Qual è l’obiettivo de La Casa delle Arti e dei Mestieri?

«Nata nove anni fa, essa ha lo scopo di recuperare antichi mestieri napoletani per giovani svantaggiati. Ospitiamo circa ottanta ragazzi a settimana che svolgono laboratori di mosaico, ceramica, sartoria, falegnameria, con dei maestri della scuola inserirti nel mondo del lavoro artigianale e accademico».

Tra i nuovi progetti verrà costruita la ludoteca per “La casa di Matteo”, in cosa consiste?

«È un nuovo progetto a Bacoli. Ci hanno donato un immobile molto bello, dove faremo una seconda casa di Matteo. Sarà una struttura che accoglie anche le famiglie con bambini invalidi e che hanno bisogno di essere accompagnate.

Il problema più grande è che quando si ha un figlio disabile si rischia di restare da soli e si ha difficoltà a gestirlo. E poi ci sarà una ludoteca per bambini che soffrono di disturbi all’apprendimento e che quindi necessitano di tantissime attività».

di Chiara Arciprete

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°192 – APRILE 2019

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