L’ossessione per il true crime: una panoramica sul genere

Maria Carla Pilla 23/05/2024
Updated 2024/05/23 at 10:21 AM
6 Minuti per la lettura

Il True Crime, in italiano vero crimine, è un genere letterario, podcast e cinematografico in cui vengono esaminati minuziosamente i casi di cronaca nera. Racconti di misteriose sparizioni, di brutali omicidi e di truffe da film sono diventati recentemente popolarissimi, ed è proprio questo che ci lascia sgomenti.

Il True Crime fino a poco tempo fa era un genere di nicchia. Anzi, chi se ne interessava veniva additato come strano o comunque inquietante. Oggi, invece, la serie Netflix Dahmer, incentrata sull’omonimo serial killer, conta più di 1 miliardo di ore visualizzate; il podcast serial ha raggiunto 300 milioni di downloads; e canali Youtube che parlano di crimini aberranti spuntano come funghi. È lecito chiedersi: come mai vicende cosi cruente sono diventate altamente commercializzate?

Il True Crime diventa popolare

Il True Crime è un genere relativamente longevo e possiamo individuare le sue origini nell’Inghilterra del sedicesimo secolo, momento in cui gli autori britannici si dedicarono alla stesura di un numero cospicuo di Pamphlet che denunciavano crimini capitali.

Con la nascita del giornalismo moderno nel diciannovesimo secolo il genere ha rapidamente preso piede, per poi essere popolarizzato ulteriormente con l’introduzione delle video camere nelle aule di tribunale. Questo momento segna un punto di svolta perché il processo diventa fruibile per tutti. Lo spettatore si trasforma in una specie di voyeur che, attaccato al televisore, può seguire i momenti più delicati di un processo come se fosse un evento televisivo: nel 1995 il processo di O.J. Simpson fu seguito da 150 milioni di persone.

Perché le persone sono ossessionate dal True Crime

Una curiosità morbosa verso persone e situazioni pericolose è sempre esistita: vogliamo sapere come gli assassini uccidono o come i criminali pensano. E questa curiosità è stata accresciuta attraverso l’esposizione continua a notizie di cronaca nera, a causa del ciclo di notizie 24 ore su 24: una buona porzione di seguaci del True Crime afferma di aver iniziato a mostrare curiosità per la cronaca nera a partire dalle notizie di giornale. Molti spettatori subiscono, quindi, l’influenza dell’effetto “trainwreck”, cioè il disastro da cui non possiamo distogliere lo sguardo, e approfondiscono nel dettaglio storie che li disgustano.

Secondo gli studi del avvocato Megan Boorsma, sul True Crime le persone, guardando i casi, tendono a concentrarsi sulle minacce che potrebbero riflettersi nella loro vita, e questo li fa sentire preparati ad affrontarle. Alcuni psicologi affermano che questo sarebbe il motivo per cui i dati demografici dimostrano che le donne seguono maggiormente il genere rispetto agli uomini.

Un grande fattore lo gioca il rush di adrenalina che il pubblico prova, e la possibilità di venire a contatto con storie pericolose, e di conseguenza eccitanti, nella comodità e nella sicurezza delle nostre case. Un po’ come per i film dell’orrore, ci piace provare paura senza affrontare nessun rischio concreto. Eppure i casi true crime sono reali e questo porta ad essere notevolmente più coinvolti, lo spettatore si trasforma da una persona normale ad un simil detective, intento a mettere insieme i pezzi di un complicato puzzle. Questo processo elettrizza lo spettatore e lo allontana dalla monotonia giornaliera.

La commercializzazione di storie vere

Con il crescere della popolarità del True Crime sono sorte alcune problematiche dal punto di vista etico. Innanzitutto il True Crime, almeno per quanto riguarda le serie e i film, romanticizza i carnefici, mettendoli al centro della narrazione umanizzandoli. Infatti, seguire le storie di questi criminali interpretati da attori di bell’aspetto porta il pubblico a mostrare empatia se non anche comprensione.

Molti, inoltre, si sono chiesti se sia eticamente giusto guadagnare su storie tragiche, le cui vittime hanno il diritto all’oblio ed ad una vita tranquilla. Nel 2022, quando uscì la serie Dahmer, fu sollevato un grande polverone mediatico perché i parenti delle vittime rimasero indignati dalla serie, dal momento che non erano stati nemmeno avvertiti della sua produzione. Shirley Hughes, la madre di Tony Hughes, il cui omicidio da parte di Dahmer nel 1991 è stato rappresentato nella serie Netflix, ha affermato che “le persone malate prosperano grazie alla fama, strumentalizzando la nostra tragedia per fare soldi”

Effetti del True Crime

Benché non ci siano reali effetti collaterali per chi consuma una normale quantità di prodotti True Crime, lo spettatore, esponendosi a storie così scioccanti, subisce un processo di desensibilizzazione che per alcuni potrebbe portare alla normalizzazione del crime. Chi, invece, consuma True Crime regolarmente subisce, nella maggior parte dei casi, una crescente ansia, e viene portato ad individuare in ogni persona un possibile carnefice da cui doversi proteggere.

Ed è per questo motivo che, come in tutte le cose, la chiave è consumare il genere True Crime con moderazione ed in modo adeguato per fermarsi quando si percepiscono potenziali principi di ansia o depressione.

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