Lorenzo Sangiò, l’arte di illustrare

Lorenzo Sangiò

Dall’Accademia ai workshop, nascono la passione e le prime illustrazioni di Lorenzo Sangiò; i riconoscimenti non si sono fatti attendere, infatti, Sangiò ha vinto due importanti concorsi che hanno permesso di pubblicare i suoi albi illustrati.

In che modo nasce come illustratore?
«Ho conosciuto il mondo dell’illustrazione per ragazzi durante il primo anno di Accademia, grazie alla professoressa Erika Cunja. Lei per prima mi ha spiegato cosa sia un albo illustrato e mi ha mostrato i lavori di alcuni grandi maestri dell’illustrazione. Ho iniziato un vero e proprio percorso in questo ambito solo dopo aver finito l’Accademia, seguendo tra il 2016 e il 2017 più workshop possibili. La prima vera svolta è avvenuta nel settembre 2016 con la selezione per il concorso “Dieci come…” presso il Family Palace al Lucca Comics, grazie al quale ho conosciuto il presidente della giuria Livio Sossi, che mi ha presentato ad un editore. Così nel giro di un pomeriggio ho avuto la mia prima commissione per un libro. Qualche mese dopo ho vinto due importanti concorsi: il premio “Battello a Vapore” e il premio “Notte di Fiaba”. Quest’ultimo mi ha permesso di pubblicare con Orecchio Acerbo l’albo illustrato “Sherlock Holmes e il caso del rinoceronte scomparso”. In questo momento sto conseguendo il Master in Illustrazione presso “Ars in Fabula”».

 

 

Quali sono le sue fonti di ispirazioni principali?
«Ho sempre trovato grande ispirazione attraverso il cinema. Tra i vari registi sicuramente Park Chan-wook mi ha aiutato a sviluppare un certo gusto estetico. Per quanto riguarda l’illustrazione Joanna Concejo è stata una figura importante del mio percorso per la delicatezza delle sue immagini. Ultimamente sto studiando molto il lavoro di David Wiesner e Anthony Browne».

Quali sono i lavori di cui va principalmente fiero?
«Rispondere a questa domanda è molto difficile. Diciamo che sono contento della mia crescita e del percorso che sto facendo. In un lavoro di cui mi sentivo soddisfatto, già a distanza di qualche settimana o mese, nel riguardarlo vedo mille difetti. Sono consapevole di quanto ancora ho da imparare quindi per il momento non sto ricercando una soddisfazione immediata».

Progetti futuri?
«Tantissimi! Sto lavorando a dei libri che spero trovino presto un editore e a tantissimi altri che per il momento sono solo idee e che, piano piano, spero di concretizzare».

Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere questa strada?
«Consiglio di partecipare a più concorsi possibili, è un ottimo modo per iniziare a mostrare il proprio lavoro. Nel mio caso è stato proprio grazie ad essi che ho iniziato a lavorare come illustratore. Consiglio poi di cercare e seguire tanti workshop. Avere la possibilità di lavorare a fianco di grandi maestri è un’esperienza utilissima. Per avere una panoramica migliore su come muoversi in questo campo consiglio il libro “Manuale dell’illustratore” di Anna Castagnoli che ha saputo rispondere a molte domande che mi ponevo all’inizio del mio percorso».

di Emilio Pagliaro

Tratto da Informare n° 179 Marzo 2018