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A due anni dalla mostra Max Coppeta presenta il video del suo lavoro, nel quale l’acqua e il movimento diventano gli elementi centrali.

Gli archi che compongono l’opera di Coppeta sono stati progettati per trasmettere un senso di instabilità tipico di un flusso liquido e la scultura cinetica “Flow” appartenente alla ricerca “Piogge Sintetiche”, messa in azione in occasione dell’inaugurazione attraverso una performance di danza del corpo di ballo Skaramacay, con la coreografia di Erminia Sticchi. L’intervento installativo, a cura di Cynthia Penna, patrocinato dal MIBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e dal Museo Madre, interagisce con lo spazio e il fruitore. Le musiche sono di Lino Cannavacciuolo, le foto di Rosario Spanò.

La Reggia di Caserta, cuore pulsante e vivo dell’opera vanvitelliana, è caratterizzata dalle meraviglie del parco con le sue fontane alimentate dall’acquedotto Carolino. Questo è il punto di congiunzione che apre una profonda riflessione e connessione con gli archi e i vetri di “Flow”. L’acqua genera vita e movimento, mentre l’arco è un chiaro riferimento sia alla struttura architettonica dell’acquedotto, sia alla gabbia toracica, che nella scultura protegge il corpo vivo e fragile del cristallo, sinonimo degli organi vitali dell’opera. Mettere in relazione un progetto ingegneristico e architettonico con il pensiero poetico dell’installazione, è un modo per poter cogliere gli elementi che dal contemporaneo ci portano indietro, in un passato dove l’immaginazione si concretizzava nella realizzazione di grandi opere. 

Max Coppeta appartiene alla nuova generazione di artisti che hanno voluto assumere su di sé il compito di proseguire e portare avanti la tradizione e l’eredità dell’arte Cinetica nel mondo. Un’arte che ha visto i suoi primissimi albori con le opere del grande artista franco-ungherese Victor Vasarely e poi del movimento GRAV a Parigi, per svilupparsi in seguito attraverso la ricerca di artisti sudamericani e francesi i cui nomi appartengono al Ghota dell’arte mondiale: Jesus Raphael Soto, Carlos Cruz-Diez, Julio Le Parc, Horatio Garcia Rossi, François Morellet e tanti altri. Coppeta è inoltre, per l’attenzione particolare ai fenomeni percettivi, come la luce, il punto di congiunzione tra l’Arte Cinetica e il movimento californiano Light and Space. 

di Mina Grasso

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