Lombardia, approvata la Dichiarazione dei Diritti dell’animale

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Approvato in Lombardia, grazie alla consigliera Linda Bighetti del Partito Animalista, il regolamento comunale che per la prima volta porta in Italia tutti i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale

Succede nel Comune di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, in un acceso Consiglio Comunale dove la maggioranza del sindaco Nadia Rosa, su proposta della consigliera comunale Linda Alessandra Bighetti del Partito Animalista Italiano, decide di introdurre un nuovo regolamento comunale che per la prima volta riporta nel nostro Paese i maggiori principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale. Circostanza salutata con entusiasmo da tutti gli animalisti lombardi e non solo.
Eppure la Carta dei Diritti degli Animali è attiva da anni, dopo l’approvazione all’Unesco nel 1978 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, promossa da Lida e molte altre associazioni animaliste. «Siamo tra i primi comuni – spiega la consigliera Bighetti – ad approvarla. Il tema degli animali è molto sensibile, perché si riconduce al rispetto dell’ambiente e della natura».
Nonostante ciò questo evento importante, per le amministrazioni italiane, è stato contestato dalle opposizioni che ha protestato adducendo l’esagerazione dei principi della Carta, definendola con “toni a tratti addirittura estremisti”. seppure altro non si tratti dei principi già richiamati dalla Carta del 1978. Una nota stonata che fa capire come la strada per il riconoscimento dei diritti degli animali e dell’ambiente, già realtà consolidata in altri Paesi europei, in Italia sia ancora lunga.

«Gli animali hanno dei diritti e hanno diritto alla vita; la carta dei diritti degli animali vuole essere un richiamo al senso civico, perché tenere degli animali con sé comporta responsabilità», conclude la consigliera di Bighetti, per questo il comune di Lonate Pozzolo deve essere un esempio da imitare per altri enti e per una Italia che, soprattutto dopo questo periodo buio di pandemia, deve diventare un Paese sempre più civile, giusto e moderno.

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Di Redazione Informare

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