Lo spazio Amira presenta la mostra Trickster dell’artista Susanne Ristow

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Susanne Ristow porta a Nola, nello spazio Amira una serie di dipinti ad olio della serie “Trickster”.

Artista interdisciplinare, di origini tedesche, nata a Lubecca nel 1971, la Ristow coniuga nella sua ricerca artistica disegno, grafica, pittura, pittura, video, performance, installazione, scultura in un unicum che lei stessa definisce come “IMAGINERIA”. I suoi studi artistici all’Accademia d’Arte di Düsseldorf portano il nome di Jannis Kounellis, immenso esponente dell’Arte Povera.

Per l’occasione della mostra napoletana, i dipinti esposti al pubblico sono stati eseguiti nei tipici colori tedeschi del nero-rosso-oro, ma con riferimenti pop-culturali e tracce di un’intensa disamina dell’area culturale napoletana.

La mostra è curata presso lo spazio Aamira da Raffaele Avella e Stefania Trotta, in collaborazione con Il Laboratorio/Le edizioni di Nola di Vittorio Avella e Tonino Sgambati, con il quale Susanne Ristow collabora dal 1999.

A partire da un soggiorno di lavoro in Cina dieci anni fa, il simbolo collettivo virus ha occupato intensamente la ricerca artistica della Ristow che nelle lezioni performative e nelle interazioni con i collaboratori, sviluppa complesse relazioni tra arte e scienza. Attualmente utilizza il nuovo formato di dialogo “AMBULANZ ////// Doc Su & Trickster” per affrontare questioni fondamentali di virologia culturale in un contesto regionale e internazionale.

“Nel virus, che secondo le definizioni contemporanee della vita non è né morto né vivo – si legge tra le parole dell’artista – emerge ancora una volta la ricerca di una concezione universalistica della vita. Senza i virus, né l’evoluzione né il cambiamento sociale sarebbero avvenuti così rapidamente”. Susanne parla di “libertà” e di “libero gioco” nei processi evolutivi, nella cultura, ma anche nei potenziali virali nell’arte. La libertà, rappresenta la cosiddetta “terza via” già presente nella storia intellettuale artistica, filosofica e teologica dell’Occidente. Favorisce ricombinazioni e ibridazioni multiple, diviene mezzo di appropriazione, di attraversamento delle frontiere, di sovversione, di reinterpretazione, di combinazione, di critica e di trasformazione. Affascinando gli artisti e la loro ricerca, come nel caso di Susanne.

di Mina Grasso
Foto di Tullio Fraiese

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