Livio Cori: «Sono il Figlio della lava e del mare»

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«Ho voluto dedicare questo progetto alle donne, sono sempre state una parte importante della mia vita, specialmente dal punto di vista sentimentale, hanno ispirato la mia scrittura.
Ho molte influenze R’n’B e melodiche in generale e in questo disco le ho portate fuori al massimo. Quali argomenti migliori per questo genere se non la passione, l’amore e i rapporti sentimentali nel bene e nel male? Sono napoletano, le canzoni d’amore fanno parte del mio DNA».
È la donna, dunque, al centro del nuovo progetto discografico, intitolato “Femmena”, del giovane talento campano Livio Cori; un album, i cui singoli sono stati pubblicati step by step.
«Ho deciso di pubblicare a puntate i brani – ha sottolineato l’artista – per poter dare ad ognuno una attenzione specifica.
Oggi l’industria musicale va velocissima ed escono singoli e dischi ogni giorno, e per questo la vita dei progetti discografici si sta accorciando parecchio. Con il mio metodo – ha riferito – ho spalmato il mio lavoro discografico su un tempo più ampio dando modo di far attenzione a tutti i brani dell’album. La spinta è partita dalla mia esigenza costante di produrre musica e poterla condividere con chi mi segue».

Già, ha ragione Livio: un anno è oramai passato, non soltanto dall’album ma anche dalla partecipazione al Festival di Sanremo, insieme al “caschetto biondo” napoletano, Nino d’Angelo, col brano dal titolo “Un’altra Luce” e dal tormentone “A Casa Mia”, cantata con Samuray Jay. Col trascorrere del tempo, senza dubbio, il giovane talento si è evoluto molto dal punto di vista canoro e di produzione.
«Rispetto al disco precedente (Montecalvario, ndr) – ha spiegato – uso molto di più il falsetto e note alte. Nella produzione insieme a Eitaway ho riassunto di più tutte le mie influenze prediligendo l’R’n’B e l’afro/dancehall.
Nel disco precedente i generi che ho toccato erano molti di più». “Femmena”, “Vulesse”, “N’appoco”, “Niente Storie”, “Crireme”, “O’Male”, “Sparame”, “Pusher Love”, “M.I.A.” e “Vicino a te”: è questa la tracklist del progetto musicale che ha visto la collaborazione di giovanissimi esponenti della musica trap/rap partenopea da Nicola Siciliano a Peppe Soks fino ad Enzo Dong. Ma non solo: in “Femmena”, c’è anche la voce di Giaime e Sofia De La Torre.
«Li ho scelti tutti – ha spiegato Livio – sia in base al rapporto che ci lega sia alla stima che ho per la loro musica.
Ognuno è perfetto per il brano in cui si trova, non c’è stata nessuna forzatura. Alcuni hanno scelto da soli il brano in cui stare in base alla propria ispirazione tra quelli che avevo già pronti per l’album, con altri siamo partiti da zero pensando insieme a tutto».
L’album è suddiviso in due parti di cui «la prima – ha precisato – è molto più calda e movimentata con prevalenza di ritmi esotici, mentre la seconda più cupa e malinconica possiamo definirla più R’n’b. L’altro modo per distinguere le due parti dell’album, oltre alla ragione discografica, è stato il mood delle produzioni».
L’ispirazione, non soltanto per i singoli contenuti in questo progetto musicale, è arrivata proprio da quei vicoli e da quei luoghi simbolo di Napoli. «Il centro storico mi ispira tanto – ha confessato l’artista – i Quartieri Spagnoli (il mio quartiere), via Tribunali, il lungomare di Mergellina, Posillipo, Bagnoli.

Ho storie per ognuno di questi posti». Un forte senso di appartenenza alla sua terra, dunque, per Livio, che sui social si definisce “figlio della lava e del mare”. «Devo tanto alle mie radici – ha rimarcato – perché sono piene di storia e di arte. Un napoletano nasce tra la musica.
Nel mio quartiere, quando mi sveglio, sento musica uscire dai balconi; nelle strade c’è sempre qualcuno che canta in giro durante la giornata. Siamo un popolo melodico».
Ed è proprio per questo popolo melodico che il “cantattore”, nota è la sua partecipazione in “Gomorra”, attende di salire sul palcoscenico «sperando che tutto questo si sblocchi presto, i concerti sono la parte che preferisco».
Per ora, intanto, per “deliziare” la sua nutrita fanbase si «limita a fare dirette e video acustici sui social».

di Giovanni Iodice
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°212
DICEMBRE 2020

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