L’Italia, un paese di infiniti cantieri

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Dalla Salerno Reggio-Calabria fino allo stretto di Messina, la storia del nostro Paese si ripete.

Una storia colma di lavori interminabili e mancate realizzazioni, cantieri  persi tra autorizzazioni e scartoffie. In media per un’opera da 100 milioni di euro i tempi di realizzazione arrivano fino a 15 anni e 7 mesi, un’eternità. L’eccezione che conferma la regola: il Ponte Morandi, a seguito dell’adozione di un “provvedimento d’urgenza” i lavori termineranno in poco più di un anno. E allora cosa trasforma un cantiere in una storia senza fine? Tutte le opere incompiute non meritavano forse l’immediatezza di essere terminate?

Statisticamente per la realizzazione di un lavoro si impiegano: per la progettazione fino a 6 anni, per l’affidamento dai 5 ai 26 mesi e, infine, per l’esecuzione fino a 8 anni. Parliamo, quindi, di un grosso lasso di tempo, che appare agli occhi della società, interminabile.

Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture, sono 546 le opere incompiute in Italia, di cui circa 25 di interesse nazionale.
Analizzando tale situazione troviamo diversi territori, come la Sicilia, che detiene il primato con 154 cantieri fermi. Segue la Sardegna che ne conta 80, circa 41 in Puglia e infine ne ritroviamo 29 in Abruzzo e 28 in Calabria.

L’Italia è quindi un Paese che, salvo alcuni casi, si concede il lusso di procedere a rilento. Soprattutto, a discapito di questa situazione, ritroviamo una montagna di denaro fermo, che potrebbe essere usufruito in maniera decisamente più produttiva.

di Clara Gesmundo

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