Morgan RAI

L’Italia ha un genio ma non lo sa: diamo una possibilità a Morgan

Gianrenzo Orbassano 22/11/2022
Updated 2022/11/22 at 11:07 AM
6 Minuti per la lettura

Morgan non ha bisogno di presentazioni: artista poliedrico, forse l’ultima rockstar italiana credibile in vita. Purtroppo – e che peccato! – ai più, il musicista di origini brianzole, viene ricordato per gli scandali (o presunti tali) con cui non è passato inosservato negli ultimi anni: dalle dichiarazioni (estorte) sulla droga alla vigilia del Sanremo 2010, passando per la cattiva gestione dei suoi danari, lo sfratto dalla sua abitazione a Monza, fino alle “brutte intenzioni / la maleducazione” del Sanremo 2020 con Bugo.

Morgan, però, è innanzitutto un artista, un artigiano della musica: ha competenza da vendere, ha più cultura musicale dei suoi colleghi che riempiono gli stadi. Il problema? L’Italia e il suo provincialismo, il suo perbenismo. Vero, Morgan ha avuto un trascorso difficile. Vero, Morgan è imprevedibile, sfugge alle logiche del piattume che è diventato il mercato discografico italiano. Ma Morgan è una risorsa, una grande risorsa per l’Italia. In questo articolo vi racconterò il perché.

All’estero uno come lui avrebbe molto più spazio per esprimersi

All’estero, uno come Morgan, sarebbe una risorsa per lo sviluppo e la trasmissione di cultura. Messo nelle condizioni giuste per esprimersi al meglio, il suo contributo potrebbe dare enormi stimoli ai tanti giovani appassionati di musica. Vicenda sfratto: giusto pagare i debiti, ma privare un libero cittadino della sua abitazione in cui lavora, sperimenta e vive, sembra almeno eticamente una grande ingiustizia. Ma questo non vale solo per Morgan: vale anche per i tanti artisti e creativi sulla faccia della terra.

All’estero, poi, non c’è quella puzza di perbenismo che invece aleggia pesante nel nostro Paese. Morgan ha fatto uso di sostanze stupefacenti? Bene, quanti in Italia ne fanno continuamente abuso? E non fermiamoci solo nelle vite di “comuni” cittadini: usiamo la lente d’ingrandimento anche nel mondo dello spettacolo – mondo in cui Morgan stesso proviene – e capiremo tante cose. La differenza? Altri dicono come stanno le cose, altri no. Ma è giusto venire estromessi dal “sistema” per eccesso di sincerità? Paul McCarteney aveva ammesso di assumere droghe, stesso in Italia abbiamo l’esempio di Vasco Rossi e potrei andare avanti, ma mi fermo qui.

Prima del personaggio, c’è la persona e il suo mestiere

Morgan è un musicista. Sa suonare mille strumenti. Non ci credete? Andate ai suoi concerti: passa dal piano al basso da mancino, poi imbraccia la chitarra ( sempre da mancino) con grande naturalezza, sa usare software all’avanguardia per creare basi musicali. Non basta? Sa arrangiare pezzi per orchestra, conosce a memoria Bach, Beethoven. In Italia, è l’unico divulgatore musicale credibile: vedi i suoi format dove parla di Freddie Mercury e di David Bowie.

Scrive, compone, suona, balla pure. Morgan è il giudice che ha vinto più edizioni di X-Factor, entrando nel Guinness World Record. Non ha mai vinto Sanremo? Vasco Rossi è arrivato ultimo. La sua musica non piace? Ci può stare. Risulta antipatico? Non si può essere simpatici a tutti. Non pubblica un album con una major da dieci anni? Chi lo dice che, per pubblicare un disco, serva per forza una major? Il suo ultimo lavoro dedicato all’amico Battiato, ne è un esempio…

Morgan sottosegretario? No, una risorsa per la RAI

Certo, pensare ad un suo impiego istituzionale può scioccare il pubblico. Nonostante il nuovo  sottosegretario del dicastero, Vittorio Sgarbi, avesse sponsorizzato la nomina del musicista come consigliere, la sua figura non è stata promossa dal neo Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Al posto di Morgan, Beatrice Venezi, direttore d’orchestra. Donna di grande spessore ed esempio di eccellenza nel mondo della musica classica. Inutile fare paragoni con Carmelo Bene, ma il ruolo di Morgan può trovare spazio come divulgatore musicale e culturale tramite un incarico alla RAI. Un luogo perfetto per le sue inclinazioni. Morgan troverebbe così il giusto spazio per creare, per fare cultura.

Morgan è un performer in grado di intrattenere, informare, far incuriosire il pubblico, avvicinarlo ai grandi personaggi della musica italiana d’autore. In radio, proprio con Rai Radio 2, ne ha dato una prova invitando grandi esponenti della musica d’autore di oggi. Pensiamo a quando la Rai aveva un ruolo didattico per il Paese: con le trasmissioni televisive del Maestro Manzi e il suo “Non è mai troppo tardi“, dal 1960 al 1968 insegnò a leggere e a scrivere a chi era analfabeta. Perché non dare un ruolo di questa responsabilità a Morgan in virtù delle esigenze di oggi. Quali? Nella televisione italiana, soprattutto in quella pubblica, c’è bisogno di servizio pubblico, di uno spazio libero dove si possa imparare qualcosa. Morgan, nel nostro caso, sarebbe un Professore a servizio della cultura. La sua padronanza delle parole e del mestiere, lo rendono perfetto in questa veste. Perché non sfruttare per il servizio pubblico il suo dono? Perché, in Italia, attendiamo la morte di un artista così unico nel suo genere per rendergli omaggio? Diamogli una possibilità.

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1 Comment
  • Le proposte scritte in questo appello per offrire a Morgan e all’Italia un contributo musicale e culturale di qualità, mi trovano in totale accordo.

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