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L’Iran attacca Israele: l’escalation in Medio Oriente era prevedibile

Updated 2024/04/14 at 8:27 AM
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Foto di Adnkronos

Nonostante l’appello di Biden e le varie pressioni internazionali, nella serata di ieri, sabato 13 aprile, l’Iran ha lanciato droni e missili verso Israele. L’attacco dell’Iran è partito in risposta al bombardamento di Israele del 1° aprile all’ambasciata iraniana a Damasco, in Siria. Nell’attacco israeliano era stato ucciso Mohammad Reza Zahedi, un importante generale delle Guardie rivoluzionarie iraniane. L’Iran aveva già minacciato del suo attacco anche per rivendicare l’uccisione nella Striscia di Gaza di tre figli adulti di Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas, gruppo alleato dell’Iran.

Secondo una fonte dell’Amministrazione USA citata da Abc News, Teheran avrebbe lanciato tra i 400 ed i 500 droni da basi in Iraq, Siria, sud del Libano e Yemen. Il grosso però è arrivato dallo Stato iraniano. Benjamin Netanyahu ha fatto poi sapere di essere pronto a qualsiasi tipo di scenario. Infatti secondo una fonte delle Forze di difesa israeliane a Ynet sarebbero stati intercettati il 99% dei missili e dei droni.

Le reazioni della comunità internazionale

Il Ministro degli Esteri francese, Stephane Sejourne ha dichiarato che l’Iran sta compiendo un’azione senza precedenti che porterebbe a gravi conseguenze militari e che la Francia condanna l’Iran e riafferma la sua piena solidarietà ad Israele. Anche l’Alto Rappresentante UE americano per la politica estera, Josep Borrell, condanna l’attacco iraniano. Il Presidente Joe Biden ha dichiarato: “Il nostro impegno per la sicurezza di Israele contro le minacce provenienti dall’Iran e dai suoi alleati è incrollabile”.

Nel frattempo anche il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha scritto su X: “Ricevo costanti aggiornamenti e seguo con apprensione quanto sta accedendo in Medio Oriente. Condanno con fermezza l’attacco dell’Iran e dei suoi alleati, contro Israele, un’azione senza precedenti che può provocare un’escalation drammatica. Continuiamo a lavorare per evitarla”. Dalla parte di Israele anche il cancelliere austriaco Karl Nehammer.

Arriva in seguito l’appello del governo egiziano che chiede moderazione ad entrambi gli stati per evitare ulteriori tensioni ed instabilità nella regione. Intanto, in relazione all’attacco iraniano a Israele, è stata convocata una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Ci saranno altri attacchi tra Iran ed Israele?

L’Iran ha minacciato più volte gli Stati Uniti di rimanere fuori dal conflitto e la rappresentanza permanente dell’Iran alle Nazioni Unite ha scritto su X che “la questione può dirsi conclusa”. L’attacco era infatti la risposta iraniana all’operazione israeliana a Damasco contro i Guardiani della Rivoluzione. Ma se per l’Iran la questione è conclusa, sarà anche così per Netanyahu? In caso di ulteriori attacchi ad obiettivi iraniani da parte di Israele, lo stato iraniano ha minacciato di dare “una risposta ancora più severa”.

E mentre i caccia israeliani sono ancora in volo, è previsto per oggi anche un colloquio tra Joe Biden e Benjamin Netanyahu. Sono arrivate poi le preoccupazioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha ribadito: “Ho ripetutamente sottolineato che né la regione né il mondo possono permettersi un’altra guerra”. Il punto chiave sul quale dovrebbe concentrarsi la comunità internazionale è però sempre lo stesso: contenere le azioni di Israele e soprattutto Netanyahu. Un’escalation in Medio Oriente era assolutamente prevedibile e non possiamo permetterci nessun’altro tipo di tensione.

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