L’intelligenza artificiale deruba gli artisti?

Maria Carla Pilla 22/02/2024
Updated 2024/02/22 at 11:09 AM
4 Minuti per la lettura

Appena qualche giorno fa il laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale Open AI ha presentato al pubblico Sora un nuovo modello AI che genera video realistici sulla base di prompt brevissimi. Sull’account Twitter del CEO di Open AI, Sam Altman, sono stati caricati alcuni video generati da Sora che hanno stupito l’intero web perché non sembrano assolutamente generati dall’intelligenza artificiale. Sono privi di tutti quegli errori grossolani e di quelle incoerenze grafiche che rendevano facile il processo di individuazione dell’AI art.

Sora ha infiammato nuovamente le discussioni online non solo riguardanti la validità dell’arte AI, ma soprattutto la sua eticità. Molti artisti sostengono che si tratti di vero e proprio furto di proprietà intellettuale e protestano aspramente contro il modo in cui l’arte AI viene creata.

Come l’arte AI viene creata

Per generare immagini l’AI utilizza database pubblici che contengono miliardi di foto, illustrazioni e molte opere d’arte, anche protette da copyright. Le immagini dovrebbero servire per allenare l’AI a comprendere la relazione tra concetti linguistici e rappresentazioni visive per poi crearne di completamente nuove. Eppure i bot realizzano semplicemente un collage approssimativo in cui l’opera originale è perfettamente riconoscibile e molti di questi prodotti AI presentano perfino le firme dell’originale!

Tutto questo avviene senza il consenso degli artisti, molti dei quali ignorano perfino la presenza delle loro opere in questi open database e inaspettatamente si trovano ad assistere al plagio del loro stile in una maniera talmente puntuale da rendere difficile la distinzione tra immagine dell’AI e l’opera dell’ artista.

L’AI art replica perfettamente lo stile degli artisti

Nel 2022  è morto il famoso illustratore Sud Coreano Kim Jung Gi e solo qualche giorno dopo dalla sua scomparsa sono state pubblicate su Twitter quattro immagini AI che replicavano con esattezza lo stile grafico dell’ illustratore. L’autore del post ha pubblicato le foto come “omaggio”, dando la possibilità agli utenti di utilizzare l’AI a loro piacimento, quindi di usufruire dello stile di Kim Jung Gi a loro piacimento. Molti artisti si trovano in questa stessa identica situazione dove il loro stile e il loro lavoro non è più di loro proprietà, ma diventa uno strumento di domino pubblico. Tutti gli utenti, senza alcun tipo di sforzo, possono utilizzare lo stile dell’ artista con un semplice clic senza che a quest’ultimo sia dato alcun credito o retribuzione. Anzi da queste immagini artificiali al limite della legalità le compagnie AI traggono ingenti profitti.

Artisti contro AI art

La fumettista Sarah Anderson, l’artista Kelly McKernan, e la concept artist Karla Ortiz, tre figure ampiamente apprezzate dal pubblico del web, dopo aver notato che il loro nome compariva con sempre maggiore frequenza nella diffusione di immagini AI, hanno deciso di intraprendere azioni legali contro Midjoureny e altri due generatori di immagini. Ma nell’ottobre del 2023, pochi mesi dopo l’inizio della causa, Il giudice William H. Orrick del distretto settentrionale della California, ha depositato una decisione di 28 pagine che descrive come la causa intentata dagli artisti fosse lacunosa in “numerosi” punti e come per il tribunale fosse difficile prendere decisioni sulle violazioni del diritto d’autore in queste circostanze.

Per il momento l’AI art, creando collage di opere esistenti e modificandole abbastanza, sfugge alle leggi sul diritto d’autore ed elude ogni tipo di conseguenza legale.

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