L’insonnia nella vita e nella letteratura

Che cos’è l’insonnia e quali sono le cause scatenanti di questo disturbo che affligge la nostra società? Gli esperti hanno stabilito che si tratta di un disturbo del sonno dovuto ad una sua insufficienza qualitativa e quantitativa.

Secondo le statistiche almeno un terzo della popolazione nei paesi industrializzati ha presentato, almeno una volta nella vita, un disturbo del sonno e tra questi il 10% ha avuto problemi di insonnia. L’insonnia colpisce persone di ogni età e a seconda della fascia interessata rappresenta un disturbo diverso per significato e gravità. Tra le cause principali lo stress, stati d’ansia dovuti a preoccupazioni familiari, professionali, problemi di salute o eventi traumatici.

Si tratta di una patologia senza tempo e colpisce anche personaggi immaginari, che non sono altro che nostre trasposizioni romanzate. È il caso del personaggio letterario Zeno Cosini, il protagonista del celebre romanzo di Italo Svevo “La coscienza di Zeno”. Il personaggio soffriva d’insonnia perché di notte la sua coscienza lo teneva sveglio prepotentemente e gli ricordava la sua incapacità di guarire da suoi vizi e di risolvere i suoi problemi. “Non posso studiare e anche le rare volte in cui vado a letto per tempo, resto insonne fino ai primi rintocchi delle campane”, queste le parole del personaggio afflitto. Zeno non riusciva a smettere di fumare, aveva un rapporto conflittuale con suo padre che visse con un senso di frustrazione fino alla fine dei suoi giorni, amava sua moglie e ne era geloso ma allo stesso tempo non riusciva a non tradirla. Alla fine Zeno si decise ad andare da uno psicanalista per indagare la causa delle sue inquietudini, delle sue insonnie. Il processo di guarigione del protagonista si baserà su una presa di coscienza nei confronti della propria personalità e si realizzerà nell’accettazione dei propri limiti.

Quello che dovrebbe fare chi soffre d’insonnia, oltre ad assumere farmaci specifici, è proprio affidarsi ad un esperto che a seconda del caso cercherà di approfondire le cause determinanti dell’insonnia e di sopprimerle, insieme al paziente, alla radice.

Ci sono innumerevoli altre rappresentazioni del disturbo, basti citarne solo alcune per rendersi conto di quanto questo disagio sia diffuso e abbia ispirato artisti e scrittori. Né è affetto ad esempio il protagonista del romanzo di Stephen King “Insomnia”, e anche i protagonisti de “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij. L’insonnia è sicuramente manifestazione di un disagio, uno sfogo di un’interiorità combattuta che impedisce di liberare la mente e abbandonarsi tra le braccia di Morfeo. Praticare yoga, isolare acusticamente la camera da letto, imparare tecniche di respirazione, fare un bagno caldo, sono tutte buone pratiche che aiutano a conciliare il sonno e insieme ad una corretta terapia farmacologica e psicoanalitica possono porre rimedio ad una condizione che risulta invalidante per chi la vive. Indubbiamente dire una cosa è semplice e metterla in pratica difficile, ma il difficile non è l’impossibile.

di Angela Lefano

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