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Lino Blandizzi: fare il cantautore, una necessità più che un mestiere

Redazione Informare 04/06/2021
Updated 2021/06/04 at 5:15 PM
5 Minuti per la lettura

Lino Blandizzi è un cantautore napoletano, classe ‘69. Nella sua carriera, iniziata nel 1991, colleziona collaborazioni con artisti come: Sergio BruniDirk HamiltonJames Senese, Gigi De Rienzo, Antonio Onorato, Adriano Pennino, Joe Amoruso e collabora con scrittori come Maurizio de Giovanni.

Perché si decide di fare il mestiere di musicista/cantautore, anche in una realtà così difficile qual è quella napoletana?

«Nascere a Napoli è una fortuna, è una città eclettica, creativa, stimolante per ogni forma d’arte è una città che suona anche nel silenzio più totale.  È una città che ti dà uno sguardo sul mondo molto preciso. La musica è una passione immensa che mi ha catturato fin da bambino, dal coro parrocchiale alla prima band con gli amici del quartiere. Da allora non ho mai smesso. Più che un mestiere è una necessità, quella scintilla che ti fa sentire che non puoi vivere senza, con la consapevolezza di una strada molto difficile senza alcuna garanzia, soprattutto economica. L’importante è stato soprattutto fare musica». 

Una carriera di tutto rispetto: tantissime collaborazioni con nomi importanti del panorama nazionale ed internazionale. Quest’anno festeggerà 30 anni di carriera, ma anche tanti nuovi progetti, vero? 

«È un viaggio fantastico, nonostante il percorso pieno di ostacoli e il precario equilibrio. Il mio essere riservato, un po’ introverso, e non presenzialista, non paga in popolarità, ma non mi ha mai fermato, la mia storia, per fortuna, è ricca di tanto lavoro e soddisfazione. Mi sono sentito sempre libero di fare nella mia musica quello che desideravo, ho sempre guardato avanti, cambiando il mio sound, spaziando tra generi di musica diversi. L’entusiasmo e l’urgenza creativa mi ha sempre portato a scoprire nuovi incontri e nuove energie, come con Sergio Bruni, Dirk Hamilton, James Senese, Antonio Onorato, Gigi De Rienzo, Joe Amoruso e tanti altri. Tra i nuovi progetti un nuovo album a fine anno e, pandemia permettendo, un grande evento per i miei primi trent’anni di carriera» 

Se dovesse scegliere un collega cantautore, del passato o attuale, che ha segnato qualcosa di importante nella sua formazione artistica, chi sceglierebbe? 

«Senza dubbio Ivano Fossati, lo seguo dal tempo dei ”Delirium”, uno dei primi brani che ho imparato a suonare con la chitarra è stato “Jesahel”. Nella mia formazione artistica,  c’è anche la sua influenza, sia nel linguaggio che nella struttura musicale. Oltre l’influenza degli storici cantautori italiani, senza mai tralasciare le mie radici partenopeo». 

Avete scritto “A suon di parole”, un romanzo autobiografico, a quattro mani; mentre le canzoni del cd – in allegato al libro – che hanno diversi temi di contenuto sociale, come sono nate? Prima la musica o prima il testo? 

«Siamo sempre partiti dalla proposta della scrittura. L’ispirazione fluisce spontanea. Piero Antonio mi sottoponeva qualche idea di testo ed io a mia volta scrivevo una bozza di musica, e poi confrontandoci suggerivamo spunti e alternative fino a completare il brano. A volte le canzoni sono nate di getto, altre sono state sofferte» 

Si avverte un lavoro fatto con estrema sensibilità e cura dei temi trattati, brani di spessore, dalla musica e all’interpretazione di Blandizzi, ai testi di Toma. Vi ritenete soddisfatti di ciò che siete riusciti a realizzare? 

«Assolutamente si. Con Toma è stata una straordinaria avventura musicale e non solo. Ho sempre scritto solo canzoni, il libro è organizzato in un modo diverso, non mi ero mai cimentato in una storia lunga. Il risultato è sorprendente, visto le due competenze totalmente diverse, sia pur di corti circuiti è stata una felice complicità umana e artistica. Sono molto soddisfatto, soprattutto di interpretare brani dove i testi vivono immagini forti, trattando temi importanti come l’immigrazione, la tutela dei beni artistici, o l’inquinamento dell’ecosistema, come il brano dedicato a Greta Thunberg. Un lavoro ben fatto, grazie anche alla partecipazione di eccellenti musicisti». 

Progetti prossimi futuri? 

«Entrerò al più presto in studio di registrazione per il mio nuovo lavoro discografico che uscirà per fine anno. Con la voglia di ritornare sul palco, sono in attesa di un tour estivo in Sardegna e poi si spera di chiudere quest’anno difficile, ritornando ad essere liberi senza più paura dell’altro» 

di Anna Copertino

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N°218 – GIUGNO 2021

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