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La critica (e il botteghino) hanno giustamente premiato in questi anni Sidney Sibilia per la sua magistrale trilogia di Smetto quando voglio. Una feroce satira del precariato e della malavita italiane insieme, con attori bravissimi che strappa ogni volta risate e insieme tiene lo spettatore incollato alla sedia. Poi nel 2020 Sibilia ritorna per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose. Sembra esserci tutto: c’è Netflix, Groenlandia con Matteo Rovere a produrre, “attoroni” del calibro di Elio Germano, Fabrizio Bentivoglio e Luca Zingaretti. Eppure il film è…floscio. Un film floscio da Sidney Sibilia? Impossibile, fa la critica, e subito gli si rivolta contro. E in effetti la critica ha speso parole dure su questo film, più di disprezzo che di condanna.

Ma avendo visto il film si può semmai dire che Sybilia ha peccato di troppa stilizzazione, in questo film su questa storia vera semidimenticata degli anni 60. Elio Germano nei panni di Giorgio Rosa è bravo, così come Zingaretti nei panni del Presidente Leone, ma a differenza di Germano ha ben poco da fare. E Bentivoglio nei panni di Franco Restivo sembra quasi una macchietta mafiosa, e un discorso su ciò che ci vuole davvero a creare uno Stato (Restivo, ricordiamo, fu membro dell’Assemblea Costituente e guidò il Ministero dell’Interno mentre l’Italia sfocia a negli Anni di Piombo) non va da nessuna parte soddisfacente e fatica ad elevato.
La costruzione dell’Isola, questa utopia al di fuori delle acque territoriali italiane libera dalle costrizioni del governo, potrebbe giocare a tutto calibro con il discorso dello Stato ipercontrollore e teso per l’alba degli Anni di Piombo che stava avvenendo in quel periodo, il 1968. Ma Sybilia preferisce buttarsi su una storia d’amore piena di intoppi e rifiuti tra Rosa e Gabriella Chierici, nonostante i due al tempo fossero sposati da quasi un decennio e avessero lavorato all’Isola insieme nella realtà. Per come lo scrive Sybilia, invece, lui crea l’Isola per riconquistare lei che lo ritiene un immaturo, e solo alla fine quando le autorità vogliono sparare sull’isola lei cambia idea e sceglie di stare con lui.
Tra l’altro, anche questo dettaglio è surreale: secondo il film, la Marina Italiana spara colpi di cannone molto, molto vicini all’Isola e manda i sommozzatori per rimuovere forzatamente Rosa, Gabriella e tutti gli altri abitanti e li fa guardare mentre fanno saltare in aria tutto. Nella realtà Rosa non era sull’isola, solo il guardiano del posto. Non ci furono bombardamenti, o brutali repressioni. Lo Stato Italiano aspettò fino al 1969 per demolire l’isola, è si susseguirono processi, udienze, vennero interessati persino l’ONU e il Consiglio d’Europa a Strasburgo, ma il film sceglie di anticipare tutto questo all’intervento della Marina in nome di una posa eroica e una grossa esplosione su musica di protesta anni 60.
La vicenda di Giorgio Rosa, con i suoi ideali pacifisti e indipendentisti, è sicuramente interessante come pure il contesto storico. Ma si perdono nel sensazionalismo de L’incredibile storia dell’isola delle Rose, storia che non riesce a essere né fedele alla Storia né, colpa maggiore per un film di Sybilia, graffiante.

di Lorenzo La Bella

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