L’impegno per lo sviluppo in Regione Campania

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Produzione, commercio, turismo e addirittura agricoltura sono i settori che hanno subito maggiormente le conseguenze della crisi nella Regione Campania, ma fare impresa e costruirsi una carriera al Sud è ancora possibile come ci dimostrano i dati degli ultimi anni e le iniziative di finanza agevolata messe in opera dalla Regione Campania.

È proprio partendo da queste iniziative che la Fondazione AdAstra, da sempre impegnata nel promuovere e sostenere lo sviluppo locale, ha fortemente voluto una tavola rotonda dal titolo “Per il lavoro: imprenditori, lavoratori e categorie protette” per discutere delle opportunità attualmente fruibili sul territorio campano.
All’incontro, tenutosi lo scorso 20 febbraio nella sede di Teleprima e patrocinato dal Comune di Caserta, hanno partecipato oltre al presidente della Fondazione AdAstra, l’avvocato Luciano Lepre, l’assessore alla regione Campania Sonia Palmeri e numerosi professionisti del settore, testimoni delle opportunità di lavoro giovani imprenditori e rappresentanti di Invitalia.
A farla da padrone sono stati i temi del self employment, inserimento di categorie protette, lavoro giovanile, occupazione femminile e reinserimento post-licenziamento.
«Quando sono arrivata in Regione ho avuto subito chiaro quali manovre formulare, le stesse che mi sono mancate nella mia carriera da imprenditrice» ha affermato Sonia Palmeri raccontando del suo operato degli ultimi 5 anni. In effetti, partendo dal tirocinio formativo fino agli sgravi fiscali destinati a determinate categorie di dipendenti (non solo categorie protette ma anche over 50), sono notevoli le manovre messe in opera dalla Regione per l’inserimento e reinserimento lavorativo dipendente. Ma non sono mancate misure per lo sviluppo di nuove imprese come Resto al Sud: «Sono rimasta sbigottita quando ho scoperto che la precedente amministrazione aveva rifiutato lo stanziamento di 191 milioni di euro per l’imprenditorialità giovanile, come se la Campania non ne avesse bisogno» ha continuato la Palmeri. Un finanziamento che in poco tempo ha dato vita a 2.500 nuove imprese posizionando la Campania come prima regione in Italia per adesioni al progetto. Il grande successo della misura ha portato al rifinanziamento con 220 milioni e l’innalzamento della soglia massima di età.

La Campania si classifica come prima regione in Italia anche per le adesioni al programma Selfiemployment (lavoro autonomo), destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni, anch’esso rifinanziato e rimodulato per dare maggiori opportunità di sviluppo.
Non ultime le tre misure d’inserimento per le categorie protette, attualmente prese d’esempio anche dalle regioni Friuli-Venezia Giulia e Puglia. Traguardi importanti per una regione dall’economia dormiente e sottoposta a un continuo spopolamento di giovani in cerca di un futuro altrove.
Ma fare impresa non è solo una questione di fondi: il successo di queste misure sta nell’accompagnamento organizzativo e pianificatorio, come testimoniato dai giovani imprenditori presenti all’incontro. Un accompagnamento fornito oltre che da Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia, anche dai nuovi centri per l’impiego campani, oggi in grado di proporre soluzioni a chi vi si rivolge.
Restano comunque grandi assenti alla tavola rotonda: le banche. Creare una nuova impresa con idee innovative, sostegno operativo e finanziario per superare i 3 anni iniziali di operatività è sicuramente un vantaggio, ma cosa accade quando gli incentivi finiscono e si necessita di un prestito per rinnovarsi, ampliarsi e recuperare nuove fette di mercato? I dati delle imprese post crisi mostrano come la mancata erogazione di credito porti inevitabilmente alla chiusura o alla vendita delle imprese in favore di speculazioni finanziarie. Ci si augura sia questa la prossima misura su cui lavorare in favore dell’impresa.

di Maria Rosaria Race
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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