Siamo prossimi ormai alla stagione estiva 2018 e sperando in un tempo più clemente e ricco di calde e belle giornate vorremmo riuscire ad andare al mare.

Le nostre coste, quelle campane e in modo particolare quelle della provincia di Caserta sono di uno spettacolo unico, sia grazie alla natura che ci ha fatto dono di una macchia mediterranea e annesse pinete che forse non si trovano su nessun’altra fascia costiera italiana e anche grazie al lavoro costante dei vari concessionari o proprietari dei vari lidi, che ogni anno cercano di attrarre clienti nuovi con novità, sia nel campo della ristorazione, quanto nel campo dei divertimenti.

Purtroppo ahimè in settimana ho percorso, di giorno, una strada asfaltata, dotata di tanti lampioni, non so indicare se funzionati, con un bel marciapiede, che costeggiano i lidi della località Baia Verde del Comune di Castel Volturno, in uno stato di abbandono totale per la presenza di erbacce che non permetterebbero a nessun pedone di poterci camminare; ma la sorpresa più sbalorditiva e scioccante l’ho avuta quando mi sono trovato a percorrere una strada che fa da linea di confine, presuppongo, con una Riserva per indicata da un cartello verticale su cui è disegnato un pellicano o tale volatile recante la scritta “Limite Riserva” Legge Regionale Campania n. 33/1993.

 

 

Percorso qualche altro metro ho trovato altri due cartelli uno riportante la seguente dicitura “Ente Riserve Naturali Regionali Foce Volturno/Costa Licola Lago Falciano Area Protetta L.R. n.33/1993 Riserva Naturale Regionale Foce Volturno – Costa Licola” e sull’altro 6 divieti ben indicati da disegni, di colore nero, scritture nere, barrature rosse su fondo bianco, ma purtroppo qualcuno o molti non hanno minimamente osservato quanto riportato da questo secondo cartello segnaletico, in quanto il marciapiede è diventato una isola ecologica abusiva.

Tutto ciò da me sopra descritto è stato corredato da rilievi fotografici, e sinceramente nel rilevare quanto sopra mi ha montato una rabbia e una delusione senza eguali.

Ma chi è preposto al controllo e alla vigilanza del territorio? È mai possibile che nel 2018 stiamo ancora a tanto?

E tutto ciò accade su un limite riserva che dovrebbe essere tutelato e coccolato come un gioiello, come il portone di una grande villa, di un giardino stupendo ed invece sta là, abbandonata a se stessa.

Che tristezza

di Antonino Calopresti