Lo scorso martedì 12 giugno nell’ormai famigerato auditorium del Liceo “Federico Quercia” di Marcianise la Compagnia del Laboratorio di Teatro Moderno ha messo in scena “Quando si è capito il giuoco”. Sull’abbrivio del dettato pirandelliano si è arrivati a coniugare due tra i più noti scritti di Luigi Pirandello: “Il giuoco delle parti” e “Sei personaggi in cerca di autore”, coordinato dalla regia della veterana prof.ssa Maria delle Curti e della prof.ssa Tina Carugo.

Da sempre il gruppo di teatro del Liceo Quercia cerca di portare in scena rappresentazioni che si colleghino al programma di studi e quest’anno, in modo particolare, le opere si prestavano a quello che era il progetto di voler sorprendere il pubblico, come è accaduto nel corso della serata nei diversi punti in cui non si è ben inteso cosa stesse accadendo.

Alfonso Conte, direttore capocomico, fa notare che il desiderio che ha portato alla rappresentazione teatrale è stato quello di rinnovare un autore del passato con l’escamotage di unire due opere che sono già di per se connesse in quanto Sei personaggi in cerca d’autore non è altro che il continuo de Il Giuoco delle parti. «Sono contento del risultato ottenuto perché il timore era quello di non essere compresi del tutto – continua il maturando – Pirandello è un autore complicato e il suo teatro è soprattutto filosofia».

Tra finzione scenica e realtà si è, egregiamente, rappresentata la metateatralità, pretesto per una riflessione sulle finzioni della realtà sensibile. Un profondo dissidio tra le due parti che ha portato il pubblico a domandarsi circa la realtà che si vive, se sia piuttosto finzione e illusione.

E se, il dramma pirandelliano de “Sei Personaggi in cerca d’autore”, alla prima rappresentazione (1921) ebbe un esito tempestoso e contestato al grido di “Manicomio! Manicomio!”, il gruppo di ragazzi liceali e maturandi sono arrivati, con grande professionalità, a toccare il pubblico e a lasciare uno struggente e irrisolto interrogativo.

di Giovanna Cirillo