Liceo del Made in Italy

Liceo del Made in Italy: l’ennesima farsa educativa del governo

Manuel Vita Verde 11/07/2024
Updated 2024/07/11 at 1:47 PM
4 Minuti per la lettura

Nella saga delle meraviglie scolastiche italiane, bisogna mettere in luce il Liceo del Made in Italy, il fiore all’occhiello del governo Meloni. Un percorso di studi rivoluzionario, concepito per formare le menti del futuro, che ha suscitato l’entusiasmo di ben 375 studenti in tutta Italia.

Un numero così basso che, se non si trova una soluzione miracolosa, tra due mesi questo liceo rischia di rimanere un sogno irrealizzato. La legge, per chi non lo sapesse, richiede almeno 27 alunni per formare una classe nelle scuole secondarie di secondo grado, grazie alla riforma Gelmini del 2009.

Ma torniamo al nostro epico percorso scolastico. Con 92 istituti sparsi per la penisola, distribuiti in modo “strategico” tra regioni come Sicilia (17), Lombardia e Lazio (12), Puglia (9), e così via, fino a un unico istituto in regioni come Basilicata, Emilia-Romagna, Sardegna e Umbria. Forse il governo sperava in un miracolo di moltiplicazione degli studenti, ma la matematica, si sa, è un’opinione.

Il liceo del Made in Italy tra promesse e realtà

Adolfo Urso, il nostro ministro delle Imprese e del Made in Italy, in uno slancio di ottimismo degno di un venditore di pentole, aveva commentato con orgoglio: «Crediamo sia apprezzabile, incoraggiante, essere giunti a oltre 400 iscrizioni…». Peccato che le iscrizioni non abbiano superato la fatidica soglia dei 375, e il fantomatico “ulteriore incremento” sia rimasto una chimera. Non solo, ma il programma di studi del triennio è ancora avvolto nel mistero. Forse sarà una sorpresa, come un uovo di Pasqua.

E pensare che il ministro Giuseppe Valditara aveva descritto il percorso come la panacea per tutte le filiere strategiche italiane, dalla moda all’aerospazio. Un liceo destinato a sfornare professionisti a destra e a manca, pronti a dominare i mercati internazionali. Invece, ci ritroviamo con un curriculum che per i primi due anni è praticamente identico a quello del Liceo delle Scienze Umane. Le discipline specifiche? Assenti, ma non preoccupatevi, arriveranno, ci dice con speranza Giorgia Meloni.

In Italia l’educazione è un prurito ideologico

Gianna Fracassi, segretaria generale di Flc Cgil, ha riassunto la situazione con una precisione chirurgica: «Come indirizzo non ha né capo né coda. Non si capiscono gli obiettivi, non si conoscono gli insegnamenti del triennio. Un indirizzo della scuola piegato ai pruriti ideologici del governo». Ma non finisce qui: il ministero dell’Istruzione e del Merito aveva persino pensato a una deroga per il numero minimo di studenti. E poi, come in un perfetto giallo all’italiana, la deroga è sparita nel nulla.

E così, mentre aspettiamo la prossima puntata di questa tragicommedia educativa, rimane solo da chiedersi quale sarà la prossima mossa del governo. Nel frattempo, quei pochi coraggiosi che si sono iscritti al Liceo del Made in Italy possono solo sperare che, tra un mese e mezzo, ci sia effettivamente una scuola da frequentare.

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