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Liceo Artistico di San Leucio: grande successo per lo storytelling degli studenti

Antonio Casaccio 15/09/2022
Updated 2022/09/14 at 10:16 PM
5 Minuti per la lettura

Il parere dell’Istituto: parla Immacolata Nespoli, Dirigente scolastico del Liceo Artistico di San Leucio

Cos’ha significato il progetto “Scenario” per il Liceo artistico di San Leucio?

«Parliamo di un progetto davvero importante per il quale sarò sempre grata alla Prof.ssa Jolanda Capriglione e al Professor Piccinelli: entrambi ci hanno dato una grande opportunità con un progetto internazionale. L’idea progettuale rientra nel programma di “scambio” e dei percorsi formativi come l’Erasmus +, Educazione degli adulti e K2. Tali specificità ci hanno portato a creare un importante collegamento con partners europei strategici per lo sviluppo delle nostre relazioni culturali. Da dirigente posso dire di aver assistito ad una reale crescita dei ragazzi durante il corso del progetto».

Quali sono state le fasi di “Scenario”?

«C’è stato un primo step con i seminari che si sono sviluppati presso l’Università Luigi Vanvitelli, attraverso il Dipartimento di Scienze Politiche di cui il Prof. Piccinelli è autorevole rappresentante, per approfondire tematiche europee con l’aiuto di esperti del settore, come il Prof. Tisci, il Prof. Cirillo, direttore del Centro Internazionale di Studi COSME, con i saluti benauguranti del Prof. Amirante a nome del Dipartimento, diretto dal Prof. D’Ippolito. Esaurito tale percorso di “formazione” degli studenti, la scuola ha individuato delle risorse interne, cioè i nostri docenti che hanno guidato i ragazzi nella progettazione dello storytelling».

Quante classi sono state coinvolte e che lavoro hanno svolto?

«Due: la 4C e 4B. La prima fa capo all’indirizzo di “Arti figurative” mentre l’altra è una classe articolata comprendente “Design e Industria” e “Scenografia”. I ragazzi si sono avvicinati ad un nuovo tipo di racconto del sito usufruendo della multimedialità dei mezzi di comunicazione, un’esperienza che è stata portata in Europa e che gli altri partner hanno apprezzato. Ricordo che questo progetto non coinvolge solo i giovani studenti, ma anche gli adulti: è soprattutto per loro che si è pensato a nuovi tipi di narrazione del sito».

La voce degli studenti

Greta Ciaramella, studentessa del Liceo Artistico di San Leucio, illustra l’idea e la tecnica utilizzata nello storytelling…

«C’è stato un grande lavoro di sperimentazione audiovisiva, volevamo che il prodotto finale fosse un video realizzato attraverso i nostri disegni. Il primo step è stato indossare vestiti idonei all’epoca storica centrale per San Leucio e successivamente ci siamo fotografati cercando di ripercorrere scene di vita dell’epoca. Abbiamo studiato i movimenti degli abiti e delle azioni degli attori coinvolti nelle foto. Le foto e le scene registrate sono state proiettate sulla parete e abbiamo lavorato con la fusaggine». 

Cos’è la fusaggine e come avete operato successivamente? 

«È una particolare lavorazione del legno che ti restituisce un effetto simil carbone. Con la fusaggine abbiamo ricalcato le immagini proiettate alla parete, sezionandole in tanti frames di pochi millisecondi; abbiamo scattato una foto per ogni frame e questo ci ha garantito di avere l’idea del “movimento” nel prodotto finale. La macchina fotografica è stata posizionata sempre ad una specifica distanza così da poter dare fluidità al movimento, senza far risultare evidenti intervalli tra un’immagine e l’altra. Una volta accorpate le foto sul rullino della macchina fotografica, dopo una ventina di frames avevamo un’azione in movimento che soddisfaceva gli obiettivi proposti. È una tecnica che abbiamo riscoperto in quanto in passato era molto utilizzata per la produzione di fumetti e cartoni animati». 

Quale parte della lunga storia di San Leucio avete deciso di raccontare? 

«Abbiamo scelto la chiusura del Belvedere che avviene nel 1910 con la cessazione di tutte le attività. Quindi abbiamo raccontato la storia di una ragazza, Nilda, innamorata del suo lavoro che all’improvviso vede tutto crollarle addosso. Affrontiamo l’aspetto psicologico del personaggio, oltre che il piano storico».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°233 – SETTEMBRE 2022

   

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