L’Happiness Manager – Ottenere la versione migliore di noi stessi

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Le persone vivono di sentimenti. Talvolta risulta complesso comprendere a fondo l’interiorità di noi stessi, accettarsi per come si è, convivere serenamente con le proprie insicurezze.

A tal proposito è stato interessante scoprire la figura dell’Happiness Manager, in particolare abbiamo affrontato il discorso con Vanessa Ruffini che ricopre tale ruolo, facendo di questo una vera e propria professione con la quale riesce ad aiutare le persone a diventare “la versione migliore di loro stessi”, titolo che ritroviamo anche sulla copertina del suo libro uscito da poche settimane.

Come nasce la tua passione nei confronti di questo lavoro particolare?

«Nel 2019 scrivendo la mia tesi, la quale sosteneva che persone più felici e motivate lavorano meglio e rendono di più. Durante varie ricerche ho scoperto l’esistenza di questa professione e ho sentito subito dentro di me che era ciò che desideravo fare».

Come e cosa bisogna fare o studiare per arrivare a svolgere questa professione?

«In Italia la certificazione per diventare Cho (Chief Happiness Officier) la si può ottenere frequentando il corso proposto dall’IIPO (Italian Istitute For Positive Organizations). Io ho frequentato il corso nel 2020, ero l’unica neo laureata e gli altri partecipanti già lavoravano nelle risorse umane di un’organizzazione. Ad oggi sono tra i 150 Cho in Italia.

Per chiunque volesse scegliere di fare questa professione dico una cosa:« non è il certificato a farvi diventare Cho, dovete essere voi, con perseveranza a contattare aziende e convincere loro che per il bene dell’organizzazione la vostra figura è importante».

 Quali sono gli obiettivi all’interno di un contesto aziendale o nei confronti di una singola persona?

«Non esiste una formula magica adatta ad ogni organizzazione. L’abilità sta nel riuscire a trarre il meglio da ciò che già si ha. Far fiorire l’organizzazione.

Le soddisfazioni ottenute, mi hanno spinta a far conoscere la mia professione attraverso i social network, i miei obiettivi attuali come Cho sono:

  1. Migliorare l’ambiente lavorativo, cercando di capire cosa non funziona, attraverso i racconti delle persone che fanno parte dell’organizzazione.
  2. Aiutare le persone a sviluppare un senso di self-efficacy e di autodisciplina (il che comporta maggior responsabilità, autonomia, organizzazione). Relazionarsi in modo funzionale con i colleghi, imparare a non venire sopraffatti dalle proprie emozioni, essere in grado di scindere vita privata e lavoro, creare un ambiente più collaborativo, comprensione reciproca tra dipendenti e proprietario.
  1. Credo fortemente nel concetto di densità di talento, secondo cui più persone motivate, appassionate del proprio lavoro e talentuose ci sono meglio è, perché queste poi riusciranno ad influenzare anche i propri colleghi».

 Tramite i tuoi upgrade cerchi di aiutare le persone. Qual è la tematica su cui più spesso richiedono il tuo intervento i tuoi seguaci?

«Ho scelto di chiamare questi momenti upgrade, perché credo fortemente che ciascun essere umano debba continuare a migliorarsi e aggiornarsi. Ho deciso di proporre questo termine anche per definire un miglioramento individuale a livello personale.

Durante gli upgrade do consigli per credere maggiormente in se stessi e per raggiungere i propri obiettivi, sensibilizzando le persone all’autodisciplina, tenacia, perseveranza, resilienza. La nutrizione o il tema “ansia esami” sono solo alcune delle tematiche trattate. Il bello degli upgrade è che ciascun partecipante può parlare con me, con l’ospite e con gli altri partecipanti. Inoltre il feedback è molto positivo e ciò mi rende davvero soddisfatta. Spero di riuscire a ingrandire la community e proporre sempre più ospiti interessanti».

Per quanto riguarda il suo libro ciò che tiene a trasmettere e che è importante essere perseveranti nella vita e non mollare di fronte alla prima difficoltà o sentirsi dei falliti dopo un errore. Se si fa qualcosa, inevitabilmente si sbaglierà qualche volta, ma ciò non ci deve impedire di provare e riprovare.

«Mi riempie il cuore di gioia pensare che una persona demotivata, leggendo una pagina del mio libro, possa ritrovare l’entusiasmo per la vita e il coraggio per rimettersi in gioco».

di Clara Gesmundo

 

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