Angela Merkel

Pubblichiamo il testo della Lettera aperta ad Angela Merkel firmata da oltre 200 intellettuali europei tra cui Nadia Urbinati, Marc Lazar e Mary Kaldor.

Sehr geehrte Frau Kanzlerin,

Con il diffondersi del Coronavirus – e come in molte altre occasioni – Lei ha dimostrato la capacità di guidare il suo paese. Sia come cancelliera che come studiosa di fisica ha compreso l’entità dell’emergenza per la salute in atto e le sfide che comporta per l’Europa nel suo insieme. Ora ci rivolgiamo a Lei in quanto cittadini tedeschi ed europei, per chiederle di guidare una risposta dell’Europa – nel solco della migliore politica tedesca nel suo ambito – alla crisi economica e finanziaria scatenata dalla pandemia.

Osserviamo, con grande preoccupazione, la crescita dell’ira, dell’acrimonia e dei risentimenti tra il Sud e il Nord dell’Europa. Un’epidemia non conosce confini tra Nord e Sud, ne’ deve costruirne. In quanto  minaccia esistenziale alla stessa Unione Europea nel suo insieme, essa richiede nuove forme di solidarietà. Se non dovessero prendere forma, alcuni paesi dovrebbero affrontare conseguenze ben più profonde di altri. Ciò ci preoccupa. La Germania ricorda la drammatica recessione sofferta dopo la Prima Guerra mondiale. Se l’Europa nel suo insieme avesse prevenuto quella crisi, e’ possibile che quella storia sarebbe cambiata? L’Unione Europea non è nata precisamente allo scopo di scrivere un’altra storia?

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Germania, più di ogni altro paese, ha dimostrato la capacità d’imparare dal suo amaro passato. L’immediata riforma delle sue forze armate e, soprattutto, il modo doloroso ma severo di affrontare atrocità collettive e individuali sono e rimangono il fondamento di una nuova Germania, come anche un aspetto importante dell’eredità europea.

In circostanze difficili, la visione europea della Germania ha superato pur legittimi interessi nazionali. Nessun sostenitore di un’Europa unita può dimenticare l’impegno di una vita, quella di Willy Brandt, per una Germania europea e non per un’Europa tedesca. Un impegno condiviso da Helmut Kohl, che ha meritato il suo posto nella storia in quanto parte essenziale di uno scambio virtuoso tra la creazione dell’euro e la riunificazione immediata della Germania, attraverso un dialogo solidale che ha coinvolto l’Europa nel suo insieme.

La pandemia ha determinato un’emergenza imprevista che richiede il medesimo dialogo solidale nell’interesse di tutti coloro che ne sono colpiti. European Bonds, collegati a questa emergenza anche se con un significato più ampio, sono la necessaria garanzia a completamento degli sforzi compiuti dalla Banca Centrale Europea e dai singoli stati. Come suggerito da economist tedeschi ed europei, questa proposta consentirebbe di affrontare un’emergenza che potrebbe altrimenti trasformarsi in una crisi dell’eurozona e, finalmente, in una tragedia sociale ed economica. Cento anni or sono, le nazioni europee non seguirono i consigli di John Maynard Keynes, con altri pensatori ed economisti, determinando conseguenze catastrofiche. Non commettiamo oggi lo stesso tipo di errori.

È di fondamentale importanza agire oggi, dimostrando ai popoli europei la capacità di cogliere la sfida di una fase straordinaria. Le chiediamo di guidare il Consiglio d’Europa, offrendo al mondo circostante la prova che gli Europei sanno affrontare uniti questa crisi e che sono in grado di fare tutto ciò che essa richiede per preservare la nostra unione, rafforzandola nella  una dura sfida di oggi. Abbiamo fiducia, gentile signora Merkel, che ciò accadrà in maniera tale da aggiungere un altro titolo al suo ruolo di cancelliera e al suo suo titolo di europea.

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