Letter from an imaginary man: l’amore tra realtà e illusione.

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L’amore, come sentimento reale e puro, smaterializzato e sognante, raccontato e sorriso, é il tema principale dell’opera documentaria di Matilde De Feo, “Letter from an imaginary man”.
Da quando il mondo ha avuto origine, questo sentimento così universale, struggente e felice é il perno succulento di canzoni, poemi, poesie e opere che sono destinate a farlo durare per sempre, e l’autrice, attrice e registra Matilde De Feo non è altro che una delle tante, brillanti e dedicate menti ad averlo arricchito preziosamente.

Il suo lavoro é nato nel 2012, all’interno del workshop presso la casa del cinema di Roma, come operazione di ricerca e di carattere sociologico, ma ha origine da ragioni del cuore personali e da un segno lasciato nell’anima, così profondo da ispirarle l’amore in termini artistici.
La base da cui parte sono delle lettere scelte – di profonda intimità e colorata varietà – che rendono trasversale la visione complessiva del sentimento preso in considerazione, che mettono a nudo e coccolano premurosamente i soggetti che si presentano davanti alla telecamera, che li circondano di scenari meravigliosi, che diventano le parole di quell’immaginario senza cui – afferma convintamente la regista campana – “non esisterebbe l’amore”.
Le lettere sono diventate, per quei soggetti, un pretesto per raccontarsi e le loro storie hanno modellato il progetto, portandolo ad essere quello che è oggi, facendolo evolvere in modo del tutto spontaneo e naturale.

Ho capito quanto una lettera possa essere universale, quanto possa essere mia, tua e di tutti per la forza dei sentimenti che contiene e che tutti proviamo” ha detto la regista, “E non voglio nemmeno dare un messaggio preciso, con il mio lavoro. Voglio solo mostrare la realtà di questi soggetti e di quello che provano. Loro sono reali, le loro storie lo sono“.

Per amare, c’è sempre bisogno di quella leggera sfumatura della realtà in fantasia, così da permettere a noi stessi di credere e sperare, visto che, oggigiorno, quello che non dovrebbe essere detto – ma solo sentito – diventa sempre più materiale.
Per credere e sperare, abbiamo bisogno di testimonianze come queste, così da saper dissimulare quella stessa illusione di cui abbiamo bisogno e da capire il sottile gioco dei fatti della vita.

Ho bisogno di un pó di stabilità nella mia instabilità” dice, infatti, Matilde De Feo, “É questo quello che mi auguro”.
Ancora una volta, quindi, Matilde De Feo é comprensiva e portavoce di desideri universalmente validi: non è, questo, qualcosa che vogliamo tutti?

Letter from an imaginary man sarà proiettato a Caserta, presso il cinema San Marco, il 17 febbraio 2016.

Sito web Matilde De Feo: letterfrom.it

Pagina Facebook: Letter from an imaginary man 

 

Caterina Piantieri
c.piantieri@informareonline.it

About Caterina Piantieri

Nata il 14/04/1995 a Maddaloni (CE). Laureanda presso la Seconda Università degli Studi di Napoli in Lettere Moderne. Le piace la musica, tanto da aver imparato a suonare la chitarra da autodidatta e compone testi. Conoscere e cominciare a scrivere per Informare, oltre ad essere qualcosa di più concreto dal punto di vista “sociale”, é stato inaspettato e completante, perché mi ha permesso di capire ancora qualcosa in più sul mio conto e, decisamente, ciò che voglio dalla mia vita. Non posso, quindi, fare a meno di dire: tutto questo – l’essere parte di una squadra, la possibilità di collegarsi alle persone tramite la cosa che mi piace di più e quella di conoscerne sempre di nuove – è quello che voglio fare.
Decisamente, quello per cui vivo.