Leqembi Alzheimer

Leqembi, il farmaco che rallenta l’Alzheimer autorizzato negli USA dalla Fda

Elisabetta Rota 11/01/2023
Updated 2023/01/11 at 12:50 AM
2 Minuti per la lettura

Leqembi è un nuovo farmaco approvato per la cura del morbo di Alzheimer, capace di prendere di mira la patofisiologia fondamentale della malattia oltre a concentrarsi sui sintomi di quest’ultima. Il farmaco sviluppato dall’azienda farmaceutica giapponese Eisai e affiancata dalla società americana Biogen, negli studi eseguiti, ha mostrato risultati promettenti con un evidente rallentamento progressivo della malattia. Il trattamento punta a ridurre il declino cognitivo e potrà essere somministrato ai pazienti che non hanno ancora raggiunto uno stadio avanzato dell’Alzheimer.

Leqembi per l’Alzheimer: il risultato sui pazienti

Sono circa 6,5 milioni gli americani affetti da questa malattia, dati che non passano inosservati e che hanno sospinto la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ad autorizzare il farmaco con il via libera accelerato. Quest’ultimo, nello studio condotto da Eisai, è stato provato su dei pazienti somministrandolo per infusione ogni due settimane e monitorando i risultati ottenuti. Su una scala di 18 punti in cui si è tenuto conto di memoria, giudizio e altre capacità cognitive, dopo 18 mesi, i pazienti che hanno ricevuto Leqembi hanno registrato un calo cognitivo più lento di mezzo punto sulla scala di 18, che dovrebbe significare un ritardo nella degenerazione cognitiva pari a poco più di cinque mesi.

Nonostante le speranze che Leqembi accende nei cari delle persone affette dal morbo di Alzheimer, bisogna ricordare che la malattia non guarirà del tutto ma ne sarà ritardata la progressione solo di pochi mesi. Inoltre i pazienti che faranno uso di questo farmaco, non noteranno la differenza. Tutto ciò, si va a sommare all’elevato costo annuale a persona, ovvero 26.500 dollari (circa 25mila euro). Dunque, l’approvazione del nuovo farmaco ha suscitato non poche polemiche da parte della comunità scientifica che ha chiesto di condurre maggiori studi.

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