Tra le tante rock star internazionali, Sting, è stato l’ospite atteso dell’ultimo appuntamento musicale del “Noisy Naples Fest” dell’Arena Flegrea di Napoli, ha concluso l’evento musicale live più atteso di quest’estate Campana, sold out da mesi. Un incantevole anfiteatro straripante, per godersi un concerto che non capita di vedere tutti i giorni.

La rock star inglese ha fatto il suo ingresso sul palco intonando le note di “Every little thing she does is magic”: una full immersion, venticinque canzoni in scaletta per ripercorrere i suoi 30 anni di carriera passando da “If you love somebody set them free”, “If you can’t find love”, “Fields of gold”, tra le hit “Get up Stand up” inserita in mash up con “Walking on the moon”, senza tralasciare i suoi cavalli di battaglia dell’era Police, “Every breath you take”, e “Roxanne”, sino ai più recenti successi dell’ultimo album.

L’irriverente genio, ha scaldato la serata partenopea con ritmi caraibici e pop d’autore, si è rivelata un’occasione per rivederlo live e per ascoltare il suo nuovo album dal titolo 44/876, come da copione alle sue abili mani è affidata la composizione di musiche e testi, l’arrangiamento e l’intera produzione.

 

 

 

Un groove potente, e molto funky che lascia in bocca un certo retrogusto degli anni ottanta, periodo che Sting ha saputo cavalcare abilmente, tra luci accecanti e ombre inquietanti.

Con oltre trent’anni di carriera, l’artista inglese ha più di una volta reinventato se stesso come musicista.

La carriera dell’eclettico Sting, spazia dal reggae al punk, dal rock al blues. E proprio nel 1983, il bassista e cantante decide di mettere in stand-by per dedicarsi a progetti soliti in cui esprime maggiormente la sua maturità artistica.

Nessuno è amato come lui, neanche le odierne popstar e nemmeno gli altri artisti divi del rock, nessuno ha mai fatto meglio di lui e nemmeno come lui, è un fuoriclasse, fuori dagli schemi e fuori da ogni logica commerciale. I suoi brani suonano come quelli di una volta, con grande cura di ogni dettaglio, e dal vivo come ampliamente mostrato negli ultimi tour, dà sempre il meglio di se stesso.

C’è un qualcosa di enorme che lega Sting al suo pubblico, un popolo che nel tempo ha accolto nuove generazioni.

SUL PALCO CON SHAGGY

Shaggy e la sua band, ha accompagnato sul palco per tutta la serata l’ex Police, in cui i due artisti si sono esibiti in coppia con alcuni brani dal loro primo cd insieme dal sapore reggae e singolarmente riproponendo i loro maggiori successi, “Mr. Boombastic”, “Hey sexy lady”, “Angel”.

Durante il concerto Shaggy, ha detto una cosa importante che è anche il motto ufficiale della Jamaica:

«OUT OF MANY, ONE PEOPLE», che vuol dire “Da molti, un popolo”, ovvero “non importa quale sia il colore della vostra pelle o che religione professiate, siamo tutti un grande popolo”.

Sting, ha uno spessore umano non comune, ne rimangono ancora oggi tutti folgorati: un pubblico infiammato ed eterogeno che lo ha accompagnato a tempo, con battiti di mani e piedi, intonando le canzoni, e che dopo quasi due ore di concerto, la platea era tutta in piedi ascoltando la dolce melodia di Fragile, ultimo brano bis che ha chiuso il concerto, e la sessione live all’Arena Flegrea.

di Chiara Arciprete
Foto di Fabiana Privitera

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