Questo mese è stato segnato da quella che è stata definita una riforma epocale in termine di sicurezza.

Dopo secoli, anzi millenni, è stato fatto un passo in avanti nella tutela della libertà personale e della tutela della propria individualità.
Finalmente hanno riformato la legittima difesa, modificando finalmente quell’art. 52 del Codice Penale, che diciamoci la verità, era antipatico un po’ a tutti.

L’Approvazione

Lo scorso 6 marzo 2019 la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge volta a modificare la disciplina contenuta nell’art. 52 c.p., relativo alla legittima difesa. Brevemente si analizzerà se, effettivamente, si avrà la libertà di potersi difendere da soli in casa o nel proprio esercizio commerciale contro eventuali ladri, senza avere ripercussioni penali.

Analisi

Il primo punto fondamentale riguarda la cd “difesa domiciliare” contenuto nel comma 2 dell’art. 52 del Codice Penale che adesso autorizza il ricorso a “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo” per la difesa legittima della “propria o altrui incolumità” o dei “beni propri o altrui”.

Nulla si dice circa il criterio della proporzionalità tra difesa ed offesa, che resta ancora criterio di valutazione per la sussistenza o meno della legittima difesa.

Il vero problema forse è il combinato con l’art. 55 del Codice Penale, recante la disciplina dell’eccesso colposo che esclude la punibilità di chi si trovi in uno stato di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità.

Conflitto di Norme

Tale disposizione si pone in netto contrasto con l’art. 90 del Codice Penale, che stabilisce il principio secondo cui stati emotivi e passionali non escludono o modificano l’imputabilità. Si tratta di un “conflitto di norme” su cui si farà chiarezza.

Per quanto riguardo le conseguenze civilistiche dell’eccesso colposo viene esclusa in ogni caso la responsabilità di chi ha compiuto il fatto. L’autore del fatto, se assolto in sede penale, non è obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto.

Si prevede, inoltre, che nei casi di eccesso colposo, al danneggiato sia riconosciuto il diritto ad una indennità, calcolata dal giudice con equo apprezzamento tenendo conto “della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato”.

Le Sanzioni

Altra novità riguarda la previsione di sanzioni più pensanti: nei casi di condanna per furto in appartamento e furto con scasso (Art. 624 bis del Codice Penale), la sospensione condizionale della pena sarà subordinata al pagamento integrale dell’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.

Questa forse può essere considerata una nota positiva ma che ha puro valore morale.
Queste in breve sono le novità introdotte grosso modo dalla “nuova legge sulla legittima difesa”.

Le novità non risolvono la problematica della difesa proporzionata all’offesa, che rimette di nuovo nelle mani della Magistratura il dovere d’interpretare delle norme che sono inconsistenti e scritte male. Tanto rumore per nulla.

di Dario Desiderio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°192 – APRILE 2019

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